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Sarà il 10 settembre la fine del mondo?

La fine del mondo potrebbe essere molto vicina. I media non fanno altro che parlarne da quando è stata diffusa la notizia che il 10 settembre un gruppo di scienziati tenterà di ricreare, al Centro di Ricerche Nucleari di Ginevra, le condizioni esistenti una frazione di secondo dopo il Big Bang.

Il progetto è stato finanziato da 20 Paesi europei e dagli Stati Uniti. Ma che cosa dovrebbe accadere esattamente? Ebbene un acceleratore, il Large hadron collider, farà scontrare particelle atomiche ad alta velocità così da generare temperature di oltre un trilione di gradi Celsius. In questo modo si dovrebbe scoprire come è stato creato il nostro universo.

E se gli scienziati che si apprestano a premere il pulsante dell'acceleratore assicurano che non si corre alcun rischio, c'è chi la pensa in maniera diversa. Secondo alcuni ricercatori, infatti, l'esperimento potrebbe portare alla distruzione del nostro pianeta. Un effetto collaterale non di poco conto. Tanto che è stato presentato un ricorso alla Corte Europea dei Diritti Umani.

Gli oppositori del test scientifico temono che potrebbe crearsi davvero un piccolo buco nero capace di crescere nel tempo, sia in dimensione che in potenza, riuscendo nel giro di 4 anni a risucchiare completamente il nostro pianeta. Il professor Otto Rossler, un chimico tedesco della Eberhard Karls University, che con altri scienziati ha presentato il ricorso, ha detto: "I miei calcoli indicano che il rischio che un buco nero mangi il pianeta a causa dell'esperimento è serio".

Ma da Ginevra hanno assicurato che non c'è alcun pericolo sostenendo che la natura di per sé produce collisioni di energia più alte di quelle che saranno create in modo artificiale dall'acceleratore. E James Gillies, portavoce del Centro Ricerche Nucleari di Ginevra, ha affermato: "Il ricorso non introduce nessun argomento che non sia già stato esaminato e respinto in passato, se questi esperimenti fossero rischiosi lo sapremmo già". Staremo a vedere.

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