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Sarah Scazzi impiccata? La difesa di Sabrina Misseri esclude strangolamento, poi ritratta

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Non passa giorno - o quasi - senza che al processo per la morte di Sarah Scazzi si assista a qualche colpo di scena. L'ultimo, decisamente inquietante, è opera del consulente della difesa di Sabrina Misseri, Paolo Arbarello, che ha dichiarato: "Non ci sono elementi per affermare con certezza che la sfortunata ragazza sia morta per strangolamento", avanzando invece l'ipotesi dell'impiccagione.

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Secondo Arbarello, direttore del Dipartimento di scienze anatomiche, istologiche, medico-legali e dell'apparato locomotore dell'università La Sapienza di Roma, il livello del "solco biancastro" rilevato sul collo della ragazza, "lo troviamo solitamente nei casi di impiccagione". Il consulente della difesa di Sabrina ha argomentato: "Guardando le foto, la fascia è molto sotto il mento. Non c'è una ragione che mi spieghi, anche in termini isto-patologici, perché la cute della povera ragazza immersa in acqua abbia questa fascia preservata", spiegando che "non c'è alcun segno di compressione e non si evidenziano aree di infiltrazione emorragica" ed escludendo dunque lo strangolamento, che invece sarebbero state provocate da una compressione del collo.

Ribaltata dunque la tesi del medico legale consulente dei pubblici ministeri, Luigi Strada, contestato anche per quanto riguarda l'arco di tempo che avrebbe impiegato Sarah a morire e per le modalità con le quali è stato condotto l'esame autoptico. Arbarello infatti ha detto di non concordare con l'ipotesi secondo cui "la mancanza di ulteriori lesività della struttura del collo sta a significare che la vittima sia deceduta rapidamente nell'arco di due-tre minuti", affermando che l'assenza delle stesse è dovuta al "processo di macerazione del corpo immerso in acqua" e concludendo che anche se non rilevante "l'azione omicidiaria secondo il mio parere è durata almeno quattro-cinque minuti".

Il consulente della difesa di Sabrina Misseri ha inoltre criticato il collega per la decisione di fare un solo prelievo dell'area di interesse relativa al collo per gli esami istologici e di non effettuare un esame approfondito del contenuto gastrico e intestinale: "E' irrituale che nel corso dell'autopsia non si faccia un prelievo del contenuto gastrico", ha detto Arbarello.

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Un attacco a tutto campo, che però in serata ha fatto registrare una precisazione. Secondo le ultime notizie, infatti, parlando con l'Ansa il docente de La Sapienza ha chiarito di non avere mai detto che Sarah sia stata impiccata: "Ho elencato le differenze tra strangolamento e impiccagione e ci possono essere stati dei fraintendimenti, ma non ho detto che i segni trovati sul collo della ragazzina sono compatibili con l'impiccagione". Arbarello ha quindi spiegato che la con la sua deposizione intendeva dire che Sarah è morta per "una iposia con insufficienza cerebrale acuta che ha fatto perdere ossigeno al cervello", come da lui affermato durante la deposizione, ma che "non è possibile sostenere che l'arma utilizzata sia stata una cintura", concludendo: "Secondo me è più probabile che sia stata utilizzata una corda".

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