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Sarah Scazzi, si cercano i complici di Michele Misseri

Il ritrovamento del corpo di Sarah Scazzi e la confessione dello zio Michele Misseri sull'omicidio, non sono elementi sufficienti a far chiudere le indagini in corso. Il giallo di Avetrana continua a incuriosire e continua ad alimentare nuovi misteri. L'attenzione si è concentrata, in queste ore, su delle cuffiette.

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La ragazza, mentre si recava dalla cugina Sabrina Misseri, figlia dell'orco', stava ascoltando la musica ad alto volume attraverso il suo cellulare. L'inserimento nelle cuffie potrebbe aver attivato il 'silenziatore' e questo spiegherebbe perché nessuno in casa Misseri ha sentito squillare il telefonino della quindicenne. Telefonino che lo zio ha custodito per delle settimane, la cui batteria è stata bruciata. Dagli atti giudiziari, però, non emerge se gli auricolari siano stati ritrovati o se sono stati nascosti o buttati via.

Al di là dell'oggetto scomparso, gli inquirenti continuano ad interrogare i parenti della ragazza per accertare la presenza di eventuali complici. Ci sono molte contraddizioni nel racconto dello zio. Nei quattordici minuti in cui è avvenuta la tragedia sembra impossibile che l'uomo abbia ucciso la ragazza, l'abbia violentata e portata in campagna per seppellirla.

Inoltre, sembra davvero difficile che l'uomo non abbia mostrato un momento di tensione, di paura o di preoccupazione, subito dopo la scomparsa di Sarah. Resta sempre in piedi l'ipotesi che Misseri stia coprendo qualcuno.

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