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Sarah Scazzi, violenza sessuale non accertata ma lo zio mente

Una settimana fa lo zio di Sarah Scazzi confessava l'omicidio della nipote e, a sette giorni di distanza dalla scoperta, c'è ancora un alone di mistero sulla tragica fine della ragazzina di Avetrana. Intanto che gli inquirenti chiariscano gli ultimi dubbi, mentre il corpo di Sarah sarà tumulato domani in una tomba-monumento in un'area centrale del vecchio cimitero.

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Il medico legale, che ha eseguito l'autopsia, Luigi Strada, ha dichiarato che non è possibile accertare se la giovane abbia subito violenza sessuale. Il corpo è stato sommerso nell'acqua troppo a lungo, 41 giorni, per accertare quest'evento. Anche se l'esame del Dna dello zio dovesse risultare positivo, questo non potrebbe dare la certezza assoluta dello stupro. Inoltre, secondo il dottore, Sarah sarebbe morta in poco tempo, in due minuti e avrebbe perso subito i sensi.

Michele Misseri però mente, ci sono alcune parti della sua confessione che non sono chiare. Ad esempio alcune dichiarazioni fanno ipotizzare: 1. la figlia Sabrina nascondere qualcosa; 2. non era solo quando ha ucciso Sarah.

Dal verbale si legge: 'Volevo che Sabrina mi aiutasse a cercare la scheda del cellulare di Sarah che ritenevo fosse caduta nel garage, senza che però mia figlia si accorgesse di nulla'. Sabrina a Matrix, invece, ha dichiarato: 'Se fossi entrata in quel garage, forse mio padre avrebbe aggredito anche me'.

Pezzi di un puzzle che non combaciano e Misseri durante l'interrogatorio avrebbe confessato: 'Abbiamo parcheggiato...vicino alle canne', per poi correggersi: 'Ho parcheggiato'. Un lapsus che fa ipotizzare che il suo parlare al plurale significa che era in compagnia di qualcuno.

 (foto © LaPresse)

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