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Saviano, colpito e commosso dalla solidarietà ricevuta

In un articolo pubblicato sul quotidiano La Repubblica il giovane scrittore campano Roberto Saviano ha ringraziato le numerose persone che in questi giorni gli hanno mostrato tanta solidarietà. Dai grandi personaggi pubblici, a cominciare dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, alla gente comune. L'appello dei Nobel è stato firmato da oltre 150mila persone. "Non avrei mai immaginato che potesse accadere niente di simile, mai mi sarei sognato una tale reazione a catena di affetto e solidarietà" ha scritto Saviano.

Lo scrittore ha chiesto grazie tanto al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e ai ministri "che hanno voluto dimostrarmi la loro solidarietà sottolineando che la mia lotta non dev'essere vista disgiunta dall'operato delle forze che rappresentano lo Stato e anche dall'impegno di tutti coloro che hanno il coraggio di non piegarsi al predominio della criminalità organizzata", quanto all'opposizione e ai ministri ombra "che hanno appoggiato il mio impegno e quanto il governo ha fatto per la mia sicurezza. Scorgendo nella mia lotta una lotta al di là di ogni parte".

Saviano ha ringraziato anche la gente comune, che gli è vicino e che gli mostra solidarietà. "Le letture delle mie parole che sono state fatte in questi giorni nelle piazze mi hanno fatto un piacere immenso - ha scritto l'autore di "Gomorra" - come avrei voluto essere lì, in ogni piazza, ad ascoltare. A vedere ogni viso. A ringraziare ogni persona, a dirgli quanto era importante per me il suo gesto. Perché ora quelle parole non sono più le mie parole. Hanno smesso di avere un autore, sono divenute la voce di tutti. Un grande, infinito coro che risuona da ogni parte d'Italia. Un libro che ha smesso di essere fatto di carta e di simboli stampati nero su bianco ed è divenuto voce e carne. Grazie a chi ha sentito che il mio dolore era il suo dolore e ha provato a immaginare i morsi della solitudine".

Un grazie si leva anche per i media che hanno dato spazio alla difficile vicenda dello scrittore e a tutti coloro che lo hanno difeso dalle più disparate accuse lanciate contro di lui.

Sono intense le parole di Saviano che ha così concluso: "Io spesso in questi anni ho pensato che la cosa più dura era che nessuno fosse lì ad aspettarmi. Ora so, grazie alle firme di migliaia di cittadini, che non è più così, che qualcosa di mio è diventato qualcosa di nostro. E che paese non è più - dopo questa esperienza - un'entità geografica, ma che il mio paese è quell'insieme di donne e uomini che hanno deciso di resistere, di mutare e di partecipare, ciascuno facendo bene le cose che sa fare. Grazie".

 (foto © LaPresse)

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