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Saviano diviso tra successo e aspre polemiche

I risultati degli ascolti registrati durante la puntata speciale di "Che tempo che fa", condotta da Fabio Fazio su RaiTre, con ospite speciale lo scrittore Roberto Saviano, autore del celebre "Gomorra", hanno sorpreso molto lo stesso scrittore che si è detto incredulo di aver avuto più spettatori di un reality. Saviano ha affermato: "Le persone hanno voglia di realtà più di quanto non si creda". E ha poi aggiunto: "La tv può essere uno strumento alleato per raccontare ciò che accade nel mondo".

Ben 4milioni 561mila spettatori hanno seguito la trasmissione che ha registrato il 19 per cento di share. Il direttore di RaiTre, Paolo Ruffini, ha spiegato: "Un'altra televisione c'è già. Quello che è successo mercoledì sera non è un fulmine a ciel sereno, non è un fungo spuntato dal nulla. E' un evento speciale, un regalo, che un programma come 'Che tempo che fa' ha fatto ai telespettatori". Secondo Ruffini sono tanti i pregiudizi. "Pensano che la tv sia tutta uguale. E non è così - ha detto il direttore di RaiTre - Pensano che la tv sia tutta da buttare, e non è così. Pensano che lo share sia una parolaccia. Che chi fa buona tv non debba porsi il problema dei buoni ascolti. Che inseguire gli ascolti sia una cosa poco raccomandabile. E invece il bello della tv è che si possono fare ascolti, e share, con bei programmi. E il bello del servizio pubblico sta innanzitutto nell'avere un pubblico. Il bello di una rete è coltivare questo pubblico...".

Ma le parole di Saviano sono risuonate come una bomba anche tra i tanti giornalisti dei due quotidiani, Il Corriere di Caserta e La Gazzetta di Caserta, accusati dallo scrittore di prestare il fianco alla camorra. Il direttore de Il Mezzogiorno di Napoli e Caserta, Gianluca Parisi, ha voluto esprimere la sua solidarietà alle due testate e ai giornalisti "ingiustamente colpiti dalla caduta di stile del Saviano, che tra mille difficoltà, raccontano puntualmente ogni giorno la cronaca e gli eventi di Caserta e Provincia". Secondo Parisi "alimentando negli spettatori il dubbio che i quotidiani potessero addirittura prestare il fianco alla Camorra, Saviano si è comportato allo stesso modo di quanti hanno tentato di infangare Don Peppino Diana. C'è da ricordare - ha aggiunto il direttore de Il Mezzogiorno di Napoli e Caserta - che la redazione della Gazzetta di Caserta pochi mesi fa è stata vittima di un raid, con chiaro fine intimidatorio e che entrambi i giornali in tribunale devono difendersi dalla mole di querele per presunte diffamazioni a mezzo stampa, esposte da personaggi legati a vario titolo alla criminalità organizzata e alla mafia".

Duro è, infatti, stato l'attacco dell'autore di "Gomorra" nei confronti dei due quotidiani e dura è stata la reazione delle testate interessate. IL direttore editoriale dei quotidiani Il Corriere di Caserta e Cronache di Napoli, Pino De Martino, ha replicato alle parole di Saviano affermando: "C'è da restare inorriditi per la ricostruzione strumentale e faziosa dei fatti. Non si capisce perché nel corso della trasmissione, tanto per citare uno dei tanti esempi di faziosità, non si è detto che in una lettera di Francesco Schiavone, alias Sandokan, pubblicata da un giornale locale, il boss abbia invitato a non comprare il Corriere di Caserta, esortando anche a disdettare gli abbonamenti. Un passaggio chiaro che è stato deliberatamente omesso per non far crollare il castello di sabbia costruito a sostegno del monologo". De Martino ha detto di aver tutte le intenzioni di continuare a "raccontare i fatti con il solito equilibrio e professionalità, facendo riferimento a chi istituzionalmente combatte la camorra. Ci riferiamo ai magistrati, alla Dda, e a Dia, carabinieri, polizia e guardia di finanza che sono stati volutamente oscurati nel monologo".

Contro le affermazioni di Saviano si è levato anche il quotidiano telematico Casertasette che ha voluto replicare a quanto sostenuto dal giovane scrittore. Così scrive il quotidiano: "Un monologo dello scrittore Roberto Saviano, quasi una 'replica' di quello presentato al Festivaletteratura di Mantova, è stato riproposto dalla trasmissione di Raitre 'Che Tempo fa' condotta da Fabio Fazio. Tre ore dove non si sono affrontati i problemi della povera gente che non arriva a fine mese o dei disoccupati, ma di cose dette e stradette e, purtroppo, anche spacciate per 'oro colato' da colui (Saviano) che si è arrogato il diritto di dare lezioni di giornalismo senza essere, per prima lui, informato. Premesso che tutti siamo contro la camorra (da secoli) e che non è detto che tutti debbano seguire l'atteggiamento dello scrittore originario di Caserta che, a quanto pare, si è ritrovato in un vortice mediatico da lui originato e 'sognato' (sognavo di portare queste notizie fuori dalla Campania…) ma che sembra nemmeno lui riesca più a gestire, approfittiamo del suo invito alla critica seria (come abbiamo sempre scritto) usando i suoi stessi mezzi". Il quotidiano ha esposto poi una serie di considerazioni e rettifiche a quelle che ha definito "distorsioni". Le parole di Saviano hanno scatenato un vero e proprio putiferio e il loro eco, di certo, non svanirà facilmente.

Guarda la puntata speciale di "Che tempo che fa" con Roberto Saviano

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