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Sbarco a Ragusa: 13 migranti annegati dopo essere stati buttati in mare a colpi di frusta

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Sembra un'abusata figura retorica, ma è proprio così: ieri mattina a Sampieri, località balneare vicino a Ragusa, si è consumata l'ennesima tragedia della disperazione. 13 migranti eritrei e somali sono annegati infatti a pochi metri dalla costa e dalla salvezza, buttati in acqua dagli scafisti della bagnarola sulla quale viaggiavano, nel tentativo di alleggerirla e ripartire alla volta della coste africane per un altro 'carico'.

Quando l'imbarcazione di legno di 8 metri si è arenata su una secca al largo della spiaggia di Manna Razza, le persone a bordo probabilmente hanno pensato di avercela fatta e invece non avevano fatto i conti con la ferocia dei loro traghettatori: decisi a ripartire il prima possibile per un altro proficuo viaggio e soprattutto a non farsi intercettare dalle forze dell'ordine italiane, gli scafisti non hanno esitato a buttare in mare i circa 200 migranti che stavano trasportando.

Alla scena hanno assistito i bagnanti che si trovavano in spiaggia a quell'ora e anche i primi carabinieri arrivati sul litorale dopo le segnalazioni dei cittadini e tutti hanno riferito di una violenza bestiale e di una completa mancanza di umana pietà da parte degli scafisti: i migranti sono stati 'convinti' a buttarsi in mare a colpi di cinghia e di cime usate come fruste e dietro la minaccia di coltelli.

Chi sapeva nuotare ha raggiunto faticosamente la riva, fuggendo poi verso l'interno, nel tentativo di dirigersi nel Nord Europa, dove sono probabilmente attesi da parenti, ma in 13 non ce l'hanno fatta e sono annegati. Secondo le informazioni diffuse dai carabinieri, tra le persone a bordo del barcone c'erano 20 bambini e una donna incinta che verserebbe in gravi condizioni, mentre un profugo è stato investito da un'auto pirata mentre fuggiva nell'entroterra e ora si trova ricoverato tra la vita e la morte all'Ospedale di Pozzallo.

"Quei senza Dio non hanno avuto pietà, li spingevano in acqua nel tentativo di fuggire con la loro imbarcazione", ha dichiarato vicequestore di Ragusa Francesco Marino, aggiungendo che "per fortuna una secca ha impedito loro di fuggire e così, insieme con i colleghi carabinieri e della guardia di finanza, abbiamo fermato quelli che potrebbero essere gli scafisti". Fonti riferiscono infatti di due persone di nazionalità libica arrestate, con una che ha picchiato un bagnante che cercava di soccorrerla.

Ancora una volta, infatti, chi era in spiaggia non si è risparmiato nel tentativo di aiutare i migranti emersi dal mare come fantasmi: i bagnini presenti sul litorale e un carabiniere fuori servizio sono infatti intervenuti subito, buttandosi in acqua.

Al momento sono 70 le persone rintracciate dalle forze dell'ordine nell'entroterra - tutte di nazionalità eritrea - condotte nei centri di accoglienza di Pozzallo e di altri paesi del ragusano, mentre è mistero su una possibile quattordicesima vittima: i sommozzatori dei carabinieri stanno scandagliando il fondale intorno a dove si è arenato il barcone, ma al momento non hanno trovato altri corpi.

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