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Scambio embrioni, nuovo caso al Pertini? Chiesto un milione di risarcimento, l'ospedale: "E' tutto falso"

Si profila un nuovo scandalo in riferimento ad un presunto scambio di embrioni all'Ospedale Sandro Pertini di Roma: come avvenuto nel mese di aprile, con l'errore che portò una donna ad essere incinta di due gemelli non suoi, anche stavolta si parla di un giallo in merito ad un altro errore effettuato dagli specialisti della struttura sanitaria romana. Stavolta però i medici smentiscono e rilanciano: 'E' tutto falso, se ne assumeranno le responsabilità'.

Scambio embrioni al Pertini: errore confermato dalla prova del Dna

Tutto inizia con la denuncia da parte di Giacomo G. al quotidiano Affari Italiani: l'uomo dice di essersi affidato ai dottori dell'ospedale capitolino per iniziare un ciclo di fecondazione assistita: "Un tentativo andato a buon fine - ha detto all'Adn Kronos -. Mia moglie è rimasta incinta di una bambina. Ma con l'amniocentesi abbiamo scoperto che il profilo genetico del feto non è compatibile". La coppia avrebbe deciso di sporgere denuncia e chiedere un risarcimento di un milione di euro: "Non è una questione di soldi, se otterremo il denaro lo doneremo ad associazioni benefiche. Per vivere ci basta il nostro lavoro, ma abbiamo vissuto dei giorni di inferno e vogliamo giustizia". Fin qui la versione della coppia.

L'altra campana è rappresentata dal direttore generale Vitaliano De Salazar: "Non risulta alcuno scambio di embrioni, l'ospedale continuerà i suoi approfondimenti e contestualmente è pronto a rivalersi nelle sedi istituzionalmente competenti nei confronti degli autori del procurato allarme". Anche Paola Grammatico, direttrice del laboratorio di Genetica medica dell'Ospedale San Camillo, conferma l'infondatezza della notizia: "I referti con la mia firma sono dei falsi. E' stato fatto un copia e incolla con un computer, prendendo informazioni e foto da un'altra persona, inserendo un nome e un codice identificativo diverso".

Caso scambio embrioni, il parere del professor Giorlandino

Sul futuro della bambina nessun dubbio: "La vogliamo tenere - ha rassicurato la coppia -, anche se all'inizio ero titubante, mia moglie mi ha detto che sentiva il battito del suo cuore. Non ce la siamo sentita di agire diversamente".

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