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Schettino, chiesti 26 anni: "Dio abbia pietà di lui, noi no. Incauto idiota"

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di Simone Rausi

Una condanna pesantissima quella chiesta per Francesco Schettino, resa ancora più dura da diverse aggravanti e parole davvero forti. “Dio abbia pietà di Schettino, perché noi non possiamo averne alcuna” così si è espresso il pm Stefano Pizza nel corso della sua requisitoria. 26 anni e 3 mesi, questa la condanna per l’ex comandante derivata dalla sommatoria di reati per cui l’accusa ha chiesto la massima pena: omicidio e ferite colpose (14 anni), naufragio (9 anni) e false comunicazioni (3 mesi). Il reato chiave, quello di abbandono della nave, costa a Schettino ben 3 anni. Tra le pene accessorie, anche l’interdizione perpetua dai pubblici uffici e quella dalla professione per 5 anni e 6 mesi.

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In attesa della sentenza del collegio grossetano, attesa per metà febbraio, Schettino però dovrà tornare subito in carcere. È stato infatti valutato come molto alto il rischio di fuga, specie se si considera che il lavoro che ha sempre svolto Schettino lo rende incline ad avere altre residenze all’estero. L’ex comandante, nella dottrina giuridica, viene definito “un abile idiota” e un “incauto ottimista”. Schettino viene dipinto come uno che sopravvaluta le sue capacità (“si sente bravo e invece provoca una situazione di pericolo e un danno”), una personalità “bicefala” per cui viene coniata la definizione di “incauto idiota”.

La condanna precipitata su Schettino raccoglie consensi anche da parte di Tindari Baglione, il procuratore generale della Toscana che oggi era presente in aula: “Si poteva chiedere un po’ di più, non di meno” ha spiegato ai giornalisti. Sorpresa la difesa: “Quasi l’ergastolo, manco Pacciani. L’avvocato di Schettino, Donato Laino, definisce “la ciliegina sulla torta” il fatto che si vada a chiedere l’arresto dopo che nel 2012 la Cassazione aveva respinto la stessa richiesta degli stessi pm. Poi ha bollato come “inesistente” il rischio di fuga considerando che “il mio assistito venerdì scorso era qui” (oggi non era presente in aula, ndr.)

L’accusa arriva dopo 3 anni di “false verità”. Le dichiarazioni di Schettino, infatti, sarebbero state sempre assai discordanti. “Nessuna delle 32 vittime ha perso la vita nell’impatto, ma nel caos, nei ritardi accumulati e nella mancata gestione dei soccorsi da parte di Schettino” ha concluso il pm Leopizzi a cui è stato dato l’arduo compito di ricostruire il racconto di tutte e 32 le vittime.

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