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Schettino condannato a Grosseto, pena di 16 anni ma niente carcere: "Dimostrerò la mia innocenza"

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Non era presente in aula al momento della lettura della sentenza, l’ex comandante Francesco Schettino, condannato a 16 anni e un mese di carcere per diversi reati connessi all’incidente della Concordia al Giglio.

Il pianto in aula dell’ex comandante della Costa Concordia prima della sentenza

Nella notte del 13 dicembre 2012, secondo i giudici del tribunale di Grosseto, vi fu abbandono della nave e di incapaci da parte dell’imputato, colpevole anche di omicidio colposo e lesioni plurime ai danni dei passeggeri della nave da crociera affondata dopo l’inchino e il conseguente urto con la scogliera dell’Isola.

Diversa era la richiesta della Procura, che aveva quantificato la pena a carico del capitano di Meta di Sorrento in 26 anni complessivi, sulla base dell’aggravante della colpa cosciente poi respinta dal collegio giudicante nella sentenza di ieri.

“Deluso” per l’esito del processo di primo grado, Schettino ha rilasciato una sintetica dichiarazione in serata a commento del verdetto della magistratura, precisando ancora una volta di “non aver abbandonato la Concordia e preannunciando ricorso in appello tramite i propri legali.

(L’arrivo di Francesco Schettino in tribunale per la sentenza Concordia: il video)

Sarà importante la lettura delle motivazioni della sentenza, come sottolineato dallo stesso comandante, per comprendere nel merito le conclusioni dei giudici sulle concrete responsabilità dell’imputato per il disastro in mare dell’Isola del Giglio, ma dal canto suo l’avvocato Domenico Pepe non ha nascosto soddisfazione per il “dimezzamento della pena” rispetto alle richieste dell’accusa.

Francesco Schettino, ai sensi della sentenza del tribunale di Grosseto dell’11 febbraio, si è difeso “nel processo” e pertanto non andrà in carcere almeno per adesso, non essendovi al momento pericolo di fuga, ragion per cui i magistrati hanno negato il ritiro del passaporto per divieto di espatrio.

Rilevante il capitolo dei risarcimenti, in virtù della condanna in solido del Capitano e della Costa al pagamento degli indennizzi alle parti civili: 30mila euro ai naufraghi costituitisi nel processo, cifre tra 300mila euro e un milione e mezzo agli enti pubblici e istituzionali tra i quali ministero dell’Ambiente, Protezione Civile, Regione Toscana e Comune di Isola del Giglio.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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