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Schettino licenziato dalla Costa: chiede reintegro e arretrati

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Francesco Schettino non smette di far parlare di sè e soprattutto continua imperterrito a proclamare la sua innocenza: l'ultima mossa del Capitano della nave da crociera Costa Concordia, naufragata lo scorso 13 gennaio al largo dell'Isola del Giglio, è una causa contro la compagnia di navigazione che lo ha messo alla porta.

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Sembra incredibile, ma Schettino ha dato mandato ai suoi legali di impugnare il provvedimento di licenziamento per giusta causa che ha decretato il suo allontanamento dalla Costa. Secondo quanto rivelato da Repubblica, il Capitano non ha alcuna intenzione di rinunciare al suo posto di lavoro, tanto più a processo ancora in corso. Le responsabilità penali per il naufragio del Giglio, che ha causato la morte di 32 persone, saranno accertate dalla Procura di Grosseto, che ha indagato Schettino ed altri membri dell'equipaggio per omicidio colposo plurimo e disastro.

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Intanto, però, il procedimento disciplinare intrapreso da Costa nei confronti di Schettino si è concluso con il licenziamento del Capitano, cui sono state contestate gravissime responsabilità. Non solo in ordine alle manovre che hanno causato l'impatto con lo scoglio, ma anche al comportamento tenuto dal Capitano dopo la collisione e al suo abbandono della nave quando ancora a bordo centinaia di passeggeri cercavano disperatamente di mettersi in salvo. E poi c'è la condotta tenuta da Schettino la notte del 13 gennaio: l'azienda gli contesta numerose violazioni del contratto e del codice della navigazione. Un esempio, la testimonianza di uno dei passeggeri che avrebbe visto Schettino bere alcolici poco prima della tragedia.

Ma il Capitano non ci sta e continua a sostenere di ritiene di essersi comportato correttamente. Pertanto i suoi avvocati (come confermato dal legale Bruno Leporatti a Repubblica) hanno intrapreso una vertenza contro Costa, contestando l'allontanamento e la motivazione per giusta causa, ma non solo. Schettino ha scelto decisamente la linea dura e chiede addirittura il reintegro e gli stipendi arretrati che l'azienda non ha versato nei mesi seguenti alla sciagura. Una pretesa che suona decisamente come una beffa. E non tanto per la compagnia, le cui responsabilità sono ancora tutte da accertare (la Procura di Grosseto ha indagato anche i tre manager di Costa Crociere Roberto Ferrarini, Manfred Ursprunger e Paolo Mattesi), quanto per le vittime di una tragedia assurda che poteva essere evitata.

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