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Schettino, nessuna "grande manovra": l'ultima bugia

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Della dignità di Francesco Schettino non resta davvero più niente. Dopo la diffusione la scorsa settimana delle intercettazioni in cui si sente chiaramente il comandante esclamare ""Madonna ch'aggio cumbinato" un minuto dopo aver urtato lo scoglio, oggi La Stampa riporta la perizia conclusiva sul naufragio della Costa Concordia e svela che, alla fine, il capitano non ha azzeccato neppure la "grande manovra", quella che secondo lui avrebbe impedito che la nave affondasse del tutto.

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Nel rispondere ai 50 quesiti disposti dal gip di Grosseto Valeria Montesarchio, gli esperti coordinati dall'ammiraglio Giuseppe Cavodragone hanno infatti scritto: "L'aver messo tutta la barra a dritta (...) avrebbe potuto anche comportare che la nave dirigesse verso il largo (alti fondali), con probabili conseguenze peggiori di quanto si è poi verificato nella realtà", dal momento che "affermare di aver messo la barra a dritta per andare su bassi fondali basandosi su elementi sconosciuti è un errore". In conclusione, dunque, "le circostanze e non la volontà hanno reso efficace quell'unico ordine".

Una vera e propria 'mazzata' per Schettino, che non potendo sottrarsi alle proprie evidenti responsabilità, davanti a investigatori e media aveva scelto di puntare sull'unica cosa che pensava gli fosse riuscita, la decisione di mettere la barra a dritta: "Ho fatto una grande manovra, per questo la nave non è affondata del tutto, ma è rimasta vicino alla costa" ha sempre ripetuto il comandante della Costa, fin dai primi momenti dopo l'impatto, come rivela l'intercettazione della telefonata alla moglie Fabiola: "Fabì, ho finito la mia carriera di comandante. Abbiamo urtato su un basso fondale, la nave si è inclinata, ma sto facendo una bella manovra... E' tutto sotto controllo".

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Un'ultima bugia che va ad aggiungersi a tutte quelle raccontate dal capitano, insieme ai gravi errori commessi che, come appurato dalla perizia, hanno causato il naufragio della Concordia. "La causa del sinistro è una manovra estremamente azzardata. La nave è stata portata a navigare su una rotta troppo vicina alla costa, ad elevata velocità e, per di più, in ore notturne" scrivono gli esperti, evidenziando inoltre che "è di 48 minuti e 19 secondi il tempo trascorso dall'impatto (ore 21.45 e 7 secondi) al distress, ovvero all'emergenza generale (22.33 e 26 secondi)" e che "in merito all'abbandono nave, oltre a essere stata del tutto disattesa la disposizione prevista dal Ruolo d'appello, a fronte di un sintetico ordine di imbarco sulle lance di salvataggio, si è verificata la quasi completa omissione dell'intera sequenza di messaggi prevista".

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