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Schettino, ultime notizie: "Sapeva della falla dopo tre minuti"

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Seconda giornata di udienza al Teatro Moderno di Grosseto e nuove pesanti accuse per Francesco Schettino. All'esame del gip, Valeria Montesarchio, la perizia effettuata sulla falla aperta nella Concordia dallo scoglio del Giglio, l'esame dei dati dei sistemi di rilevazione e della scatola nera e una nuova serie di telefonate che inguaiano sempre di più il comandante della Costa.

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Secondo il collegio dei periti, presieduto dall'ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, Schettino avrebbe avuto la "certezza di avere una falla a bordo, con una cospicua entrata d'acqua tanto da impedire l'ingresso nella sala macchine", appena tre minuti dopo l'impatto, mentre il capitano avrebbe ammesso la situazione solo alle 22.25 (cioè passati 40 minuti), rispondendo a una chiamata della Capitaneria di porto di Livorno: "Stiamo valutando una via d'acqua, abbiamo una falla". Dalla Concordia sono reticenti e quando un minuto dopo, alle 22.26, la Capitaneria chiede che cosa ha provocato lo squarcio, il vice di Schettino, Ciro Ambrosio, dice: "Non è ancora identificato". Passano ancora sei minuti e alle 22.32 il comandante della Concordia si mette in contatto con la terraferma e finalmente ammette: "Stiamo imbarcando acqua", ma "tanto è calma piatta". Quindi conclude: "E poi Dio ci pensi, non abbiamo problemi, dobbiamo solo mettere i passeggeri a mare, se ci mandate dei mezzi per cortesia".

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Registrazioni che dimostrano la palese incapacità da parte di Schettino e del suo equipaggio di gestire l'emergenza e che si vanno ad aggiungere a un'altra gravosa accusa a carico del comandante della Concordia: secondo Cavo Dragone, infatti, prima dell'impatto con gli scogli del Giglio "c'erano ampi spazi e tantissima acqua e tempo per accostare e portarsi fuori dal pericolo". Imperizia di Schettino, dunque, non mitigata neppure dalla sempre sbandierata "grande manovra", che l'ammiraglio ha definito "assolutamente fortuita, perché la nave era senza controllo", provocando l'immediata reazione degli avvocati della difesa: "Assurdo dire che la manovra sia fortuita".

Il comandante della Concordia non è il solo comunque a dover rispondere alle accuse del collegio di periti del Gip. In base alle ultime notizie diffuse, infatti, l'unità di crisi della Costa Crociere ha preso contatto con le Capitanerie di porto solo 51 minuti dopo l'urto della nave con le rocce delle Scole e - fatto ancora più grave - pur sapendo che quanto riportato da Schettino ed equipaggio alle autorità non corrispondeva al vero, non ha cambiato versione. Posizione che emerge con drammatica chiarezza dall'inchiesta svolta dalle stesse Capitanerie: "Alle 22.07 (21 minuti dopo l'impatto, ndr) la Compagnia è a conoscenza che le informazioni fornite non sono corrette" e "alle 22.26 è a conoscenza che la nave non ha chiesto ancora nessun aiuto ma non si attiva".

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