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Scienza, Phobos "un mucchio di ghiaia e sabbia"

A lungo intorno a Phobos, uno dei due satelliti di Marte, sono state avanzate le più disparate ipotesi. L'astrofisico russo Iosif Shklovsky, all'inizio degli anni '60, lo ha definito un satellite artificiale utilizzato come rifugio dai marziani. E fino ad oggi per gli astronomi Phobos, nome greco della paura, ha rappresentato un vero e proprio mistero.

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Come riportato dal quotidiano Il Corriere della Sera il mistero sembra essere stato finalmente risolto. Secondo gli scienziati impegnati ad analizzare i dati raccolti da Mars Express, una sonda spaziale automatica dell'Agenzia spaziale europea in orbita attorno a Marte, Phobos è "mucchio di ghiaia e di sabbia". Grazie alle immagini in tre dimensioni scattate dalla sonda gli scienziati hanno calcolato il piccolo diametro del satellite, la massa e il volume. Phobos sembra essere molto leggero, fatto che eslude l'esistenza di un nucleo compatto al posto del quale, quindi, ci sarebbero aggregati di sassi tenuti insieme dalla forza di gravità e separati da cavità.

Foto: http://photojournal.jpl.nasa.gov/target/Phobos

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