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Sciopero edicole 24, 25 e 26 febbraio 2013: giornali a rischio durante il voto

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Nei giorni del voto per le elezioni politiche molti italiani potrebbero dover rinunciare a comprare giornali cartacei: per il 24, 25 e 26 febbraio 2013 i sindacati di categoria hanno proclamato uno sciopero nazionale dei rivenditori di quotidiani e periodici. La protesta cade proprio nelle giornate calde della competizione elettorale per denunciare ancor più clamorosamente la situazione di fortissimo disagio in cui versano le edicole nel nostro Paese.

Le organizzazioni sindacali, Snag-Confcommercio, Sinagi, Slc Cgil e Usiagi Ugl hanno indetto oggi lo sciopero di tre giorni che metterà a rischio la diffusione dei giornali cartacei proprio quando gli italiani sono chiamati al voto. Si tratta di un'azione, spiega una nota congiunta dei promotori, "diretta a richiamare l'attenzione sullo stato di profonda crisi della categoria" e "contro il silenzio del governo e della Fieg", la Federazione italiana degli editori dei giornali. Un silenzio giudicato inammissibile di fronte ai 30.000 posti di lavoro a rischio nei prossimi mesi, che vanno ad aggiungersi a quelli già persi negli ultimi anni (20.000) a seguito della chiusura di 10.000 edicole in giro per l'Italia.

L'agitazione intende portare all'attenzione del Governo che verrà e delle associazioni di settore la necessità di affrontare con una legislazione idonea la perenne crisi dell'editoria, che secondo i sindacati non è stata mai posta al centro dell'agenda politica. Manca una riforma del settore, più volte proposta ma mai realizzata, così come manca un "confronto per il rinnovo dell'accordo nazionale sulla vendita dei giornali quotidiani e dei periodici". Una condiziona tale da mettere a rischio la sopravvivenza stessa di molti rivenditori italiani.

L'atavica contrazione del mercato di quotidiani e periodici nel nostro Paese risulta peggiorata dalla congiuntura economica negativa negli ultimi anni. Lo ha spiegato il presidente di Snag-Confcommercio, Armando Abbiati: "Con questa agitazione vogliamo ricordare a tutti quanto le edicole siano importanti per garantire il diritto all'informazione sancito dalla nostra Costituzione. Nel solo 2012 hanno chiuso in media 5 edicole ogni giorno, più di 4mila posti di lavoro persi".

Gli italiani, che già in massa si informano prevalentemente attraverso la televisione, dovranno dunque fare a meno dei quotidiani durante i giorni del voto per le elezioni politiche. Peraltro l'ultima rilevazione Eurispes nel Rapporto Italia 2013 conferma un dato noto da anni e cioè che per oltre la metà dei cittadini il mezzo principale per tenersi informati resta la tv (51,9%). Seguono i quotidiani online al 18,1% e i blog e altri siti internet d'informazione al 10,9%,. I tradizionali quotidiani cartacei sono in coda con il 9,4%, uno dei dati più bassi d'Europa, seguirti da radio (8,1%) e infine dalla free press(1,6%).

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