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Sciopero supermercati 7 Novembre e 19 Dicembre: niente spesa prima di Natale?

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di Simone Rausi

Non è una notizia di cronaca nera ma potrebbe diventarlo. Centri commerciali e supermercati potrebbero infatti chiudere, a causa di uno sciopero, nel sabato che precede il Natale e in quello che sta per arrivare (7 novembre). Provate anche voi un senso di panico e angoscia? Ironia a parte, la situazione è delicata e le motivazioni che hanno spinto i sindacati Fisascat Cisl, Uiltucs Uil e Filcams Cgil (a cui si sono uniti i dipendenti delle aziende aderenti a Federdistribuzione) sono serie.

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Le sigle di cui sopra si apprestano a combattere la loro battaglia contro Federdistribuzione e il blocco delle contrattazioni per il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro della categoria. Il contratto è scaduto nel 2013, gli stipendi sono bloccati da due anni e di rinnovo, finora, neanche l’ombra. I lavoratori, attraverso lo sciopero, chiedono quindi un nuovo contratto e un adeguamento salariale che dovrà prevedere anche il rafforzamento degli interventi di welfare integrativo. I sindacati denunciano un aumento dei licenziamenti dovuto alla necessità di dover abbassare il costo del lavoro e un conseguente aumento del carico del lavoro per i dipendenti ancora contrattualizzati.

Lo sciopero è proclamato per due giornate, due sabati (giorni da sempre dedicati allo shopping). In particolare si tratta di sabato 7 Novembre e sabato 19 Dicembre (quello che precede il Natale, il disagio sarebbe quindi massimo). In quelle giornate, al grido di “Fuori Tutti!”, verranno distribuiti dei flyer informativi all’entrata di centri commerciali e supermercati aderenti all’iniziativa. La replica di Federdistribuzione è arrivata con le parole del Presidente Giovanni Cobolli Gigli. Secondo quest’ultimo, i sindacati non avrebbe ricostruito adeguatamente la vicenda e avrebbero un atteggiamento di chiusura rispetto alla trattativa.

Nel frattempo, ad Auchan, si sciopera per questo:

Cobolli Gigli si dice favorevole ad un aumento dei salari a patto che questo avvenga gradualmente nel tempo e non prima del 2016. Una condizione che i lavoratori contestano: “Vogliamo anche la copertura per il biennio 2014/15”. Vediamo come si evolverà la situazione nei prossimi giorni.

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