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Sciopero trasporti, caos a Milano: passeggeri bloccati in galleria

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Dal punto di vista dei numeri, lo sciopero dei mezzi pubblici di martedì 2 ottobre è certamente riuscito. D’altro canto, per gli utenti del trasporto pubblico nelle grandi città si è trasformato in un vero e proprio incubo. Da Nord a Sud l’adesione è stata altissima, tanto che le sigle sindacali che hanno promosso lo sciopero parlano di punte del 99% di astensione dal lavoro, con un fortissimo ridimensionamento delle corse di tram, metropolitane e autobus. Più cauti i dati dell’Asstra (l’Associazione Trasporti), che parla di un’adesione variabile dal 50 all’80% nelle principali città. Quel che è certo è che si è trattato di un martedì nero per chi ha viaggiato con i mezzi pubblici. La situazione più critica si è registrata certamente a Milano, dove in serata è scattato il panico in metropolitana e oltre 30 mila persone si sono ritovate a fare i conti con disagi che vanno al di là delle normali aspettative.

Metropolitana in tilt a Milano: guarda il video

Il caos è scoppiato alla ripresa dello sciopero alle ore 18 alla fermata Lima della linea rossa (zona nord della città): secondo la versione ufficiale dell’Atm, una ressa tra i passeggeri per riuscire a salire sull’ultimo treno ha bloccato il convoglio in corrispondenza della banchina, forse perché qualcuno ha tirato il freno di emergenza a causa del malore di uno dei passeggeri. Così la coda del treno rimasto bloccato sui binari si è ritrovata al buio in galleria, con l’inevitabile panico dei passeggeri a bordo: sono arrivate le prime chiamate al 118 per chiedere soccorso, visto che la mancanza d’aria stava provocando i primi malori. Bloccati anche altri 22 convogli già in viaggio, con oltre 20 mila persone a bordo.

Con l’invito dell’Atm a lasciare il convoglio, fermo con le porte aperte e impossibilitato a ripartire, l’agitazione è esplosa in una sorta di occupazione: i pendolari hanno lamentato il mancato rispetto della fascia di garanzia rifiutandosi di scendere dal treno. Molti di coloro rimasti bloccati in galleria sono stati poi costretti a forzare le porte ed uscire rasentando il muro lungo i binari, aiutati solo dalle torce dei vigili del fuoco. Oppressi dal caldo e spaventati dal buio, otto passeggeri sono stati trasportati in ospedale per malori e svenimenti. Un caos mai visto in una città come Milano: la situazione quasi surreale generata dallo sciopero ha già generato le prime ripercussioni.

Lo sciopero dei trasporti in diretta via Twitter

Se l’Atm ha attribuito gran parte delle colpe all’assalto dei passeggeri alla ricerca dell’ultimo treno che li riportasse a casa, il Codacons ha già annunciato una class action per "tutti i disguidi verificatisi proprio in questa giornata in cui tutto, nelle fasce di rispetto, avrebbe dovuto funzionare". Con una nota ufficiale, l’associazione denuncia come tutto sia "andato in tilt, producendo disagi aggiuntivi a quelli già connessi allo sciopero: dai cartelli che indicavano bus in arrivo che non sono mai arrivati ai guasti della metropolitana". Da parte loro, i sindacati si dicono pronti a proseguire la mobilitazione se non ci saranno risposte per quanto riguarda il rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri, scaduto ormai da cinque anni. Filt-Cgil ha minacciato una manifestazione nazionale che potrebbe sfociare nel blocco totale di tutti i mezzi pubblici, stavolta senza fasce orarie, "per permettere a tutti gli addetti al trasporto pubblico locale di partecipare".

Disagi e tensioni si sono verificate anche nelle Metro e linee ferroviarie di Roma e Napoli, autobus e tram sono rimasti fermi a Torino, Bologna, Bari, Palermo, Genova, mentre a Venezia tre vaporetti su quattro non sono partiti. Nulla, però, in confronto all’odissea dei passeggeri milanesi.

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