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Scontri No Expo a Milano: black bloc non arrestati perché "sono solo writer"

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Racconti da brivido per giustificare il viaggio in Italia, alla vigilia della manifestazione dei No Expo a Milano. Il terribile 1 maggio poteva essere evitato, ma i giudici non sono riusciti ad allontanare molte delle persone resesi protagoniste degli scontri per una sostanziale mancanza di prove. Alcuni stranieri hanno raggiunto il capoluogo lombardo con la precisa idea di assaltare attività commerciali e banche, visto l'equipaggiamento che avevano in dotazione. Non sempre, però, è stato possibile dimostrare le loro intenzioni.

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Il resoconto dei giorni dopo rende l'idea della situazione. "Siamo venuti a Milano per vedere una partita di calcio lunedì sera a Bologna, non ricordo il risultato. Preciso che non sono tanto interessato alla partita ma alla subcultura dei tifosi. Sono in vacanza per motivi di turismo e culturali", ha detto Julius, uno dei ragazzi trovati in possesso di alcune bombolette di spray urticante.

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Molto significativo è anche il caso di Joseph, inglese di Leeds, già denunciato per "detenzione o fabbricazione di materie esplodenti": nella sua auto c'erano mazze e materiale potenzialmente pericoloso. Ma quando è stato interrogato dal giudice ha spiegato di essere un writer e di aver trascorso vari mesi in carcere in Svizzera solo per aver fatto dei graffiti, infrangendo le leggi elvetiche. Per questo motivo il giovane ha evitato la sanzione dell'allontanamento dalla città.

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