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Scuola, peggio essere impopolari che avere brutti voti

  • LaPresse

A quanto pare ciò che preoccupa maggiormente gli studenti è l'impopolarità. Proprio così. Peggio non avere il consenso sociale piuttosto che brutti voti. I ragazzi di oggi non si preoccupano tanto di non essere stimati dai propri insegnanti, quanto non essere considerati ragazzi di successo. Dei perdenti.

Con il mese di settembre le scuole riaprono i loro cancelli e i giovani fanno rientro in aula. I banchi sono lì ad attenderli. Un momento accompagnato da un sentimento di preoccupazione legato, oggi come oggi, al timore di non essere all'altezza dei propri compagni, di non essere popolare. Se anni fa gli studenti temevano il giudizio dei professori, adesso il timore che li accompagna è quello di non essere all'altezza dei propri compagni e quindi di essere considerati dei perdenti. Fatto che può mettere a rischio la carriera scolastica. La fiducia in se stessi e la sicurezza delle proprie potenzialità, infatti, non fanno che agevolare le prove.

A tal proposito è interessante uno studio pubblicato questa estate da alcuni ricercatori dell'Università di Chicago, che da anni tentano di capire perché, a pari capacità, nel momento dell'esame qualcuno riesce meglio di altri. Sian Beilock, che ha coordinato il lavoro, ha spiegato: 'In una settantina di studenti universitari che dovevano affrontare un importante test di matematica abbiamo misurato le capacità di calcolo e, al momento dell'esame, i livelli di cortisolo, l'ormone dello stress, nella saliva'. A quanto pare, tra i meno dotati lo stress non faceva differenza, mentre tra gli studenti candidati ai voti più alti l'effetto esame metteva in luce l'idea che il ragazzo aveva di sé. A tal proposito Beilock ha evidenziato: 'Se era convinto di essere bravo in matematica, la pressione psicologica non faceva che potenziare i risultati; se invece, a pari capacità, si sentiva insicuro, la tensione finiva per penalizzarlo'.

Ma neutralizzare l'effetto negativo dello stress è possibile. A dimostrarlo gli stessi autori attraverso uno studio pubblicato sulla rivista Science. Se durante il quarto d'ora prima dell'esame si mettono per iscritto le proprie ansie e preoccupazioni è possibile combattere lo stress da esame. Ad essere importante, però, non è solo l'idea che lo studente ha di sé, quel che conta è anche l'ambiente che si trova in classe. A tal proposito è bene sottolineare il fatto che la scuola non dovrebbe essere caratterizzata da un clima estremamente 'giudicante', ma dovrebbe essere un luogo di crescita ed incontro.

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