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Sentenza Concordia, Francesco Schettino condannato a 16 anni in primo grado

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Aggiornamento ore 20.00 Francesco Schettino è stato condannato a 16 anni nella sentenza di primo grado del processo sul naufragio della Costa Concordia. Schettino, interdetto per 5 anni come comandante nave, e la Costa dovranno inoltre risarcire le numerosissime parti civili (vittime del naufragio, l'isola del Giglio, ect...). L'ex comandante non era presente al momento della lettura nell'aula del teatro Moderno di Grosseto. Grandissima è stata l'attesa per la sentenza che arriva a poco piu di tre anni di distanza dalla tragedia in cui morirono 32 persone, tra cui una bambina di 4 anni.

Il video della lettura della sentenza
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Sarà ricordata per il pianto in aula, durante le dichiarazioni spontanee di fronte ai giudici del comandante Schettino, l’ultima udienza del processo Concordia a Grosseto.

Accuse a Schettino, il capo dei vigili di Grosseto accusa il comandante della Concordia

“Quel giorno sono morto in parte anch’io” ha dichiarato il capitano della nave affondata sulla costa dell’Isola del Giglio dopo l’ormai celebre inchino e disperata la manovra di emergenza nella notte del 13 gennaio 2012.

La tesi difensiva dell’unico imputato per il tragico incidente di 3 anni fa e la morte di 32 passeggeri in crociera all’interno del gigante del mare si è in questi lunghi mesi di dibattimento basata sulla distribuzione delle colpe in varie direzioni, nonostante quello che il diretto interessato non ha mai esitato a definire “un accanimento mediatico” contro il “capro espiatorio” del dramma della Concordia.

“Ho ascoltato frasi lesive della mia dignità umana” ha ricordato davanti ai magistrati un commosso Francesco Schettino, non prima di essersi lasciato andare allo sfogo finale precedente alla chiusura del procedimento, in attesa della sentenza che potrebbe arrivare in serata o nella giornata di domani.

(Disastro Concordia, in tv le ricostruzioni dell’incidente all’Isola del Giglio: il video)

Le parole del comandante campano sono rimbalzate immediatamente dall’aula di Grosseto alle agenzie di stampa, soprattutto per i passaggi più duri e sentiti del discorso pronunciato dall’imputato alla vigilia della pronuncia di primo grado dell’autorità giudiziaria.

Tra gli elementi più significativi citati come concrete prove in mano alla difesa, il mancato funzionamento del generatore di emergenza interno alla nave, inutilmente azionato dal personale di bordo durante le fasi più concitate dello sgombero dei passeggeri.

Secondo gli avvocati del Capitano, tale dispositivo avrebbe potuto salvare la vita a quasi tutti i naufraghi, costretti a muoversi al buio in mancanza di impianti di illuminazione alternativi a quello principale. Riuniti in camera di consiglio per diverse ore, i giudici renderanno noto il verdetto a breve determinando l’eventuale pena a carico di Francesco Schettino.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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