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Parmalat, la sentenza. Assoluzione piena per le banche straniere

I giudici della II sezione penale del Tribunale di Milano hanno pronunciato il loro verdetto sul caso Parmalat. Con la loro sentenza hanno assolto dal reato di aggiotaggio con le formule del 'non aver commesso il fatto' e 'il fatto non sussiste' Carlo Pagliani, Paolo Basso della Morgan Stanley, Marco Pracca, Tommaso Zibordi della Deutsche Bank, Paolo Botta di Citi e Giaime Cardi di Credit Suisse.

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Assoluzione piena, dunque, per le banche straniere. Secondo il verdetto dei giudici le cinque banche straniere e i sei loro manager non hanno 'drogato' il mercato raccontando fandonie ai risparmiatori ai quali venivano venduti 'bond spazzatura'. Per gli istituti di credito è caduta anche l'accusa di aver violato la legge 231, non predisponendo modelli organizzativi per prevenire i reati commessi dai dipendenti.

Le cinque banche Morgan Stanley, Bank of America, Citi e Deutsche Bank e i sei funzionari, dunque, non sono i responsabili delle comunicazioni false al mercato sui finanziamenti e sui bond della Parmalat acquistati dai risparmiatori a pochi mesi dal crack del 2003. Come è facile immaginare, la sentenza ha suscitato grande entusiasmo tra i difensori degli istituti di credito contro i quali i pm Francesco Greco, Carlo Nocerino ed Eugenio Fusco avevano chiesto la confisca per quasi 120 milioni di euro e per ognuno una sanzione da 900mila euro. Cosa faranno ora i pm non si sà. A giugno, infatti, scatta la prescrizione e dunque i pm potrebbero decidere di non ricorrere in appello.

Per saperne qualcosa di più sulle ragioni che hanno portato i giudici ad emettere la sentenza di assoluzione piena bisognerà attendere il deposito delle motivazioni. Ma a quanto pare nel caso Parmalat l'unico grande responsabile sembra essere e rimanere il manager Calisto Tanzi.

 (foto © LaPresse)

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