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Sequestro Andrea Calevo a Lerici: contatti con i rapitori. Parroco si offre in ostaggio

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Il sequestro di Andrea Calevo assume sempre più i contorni di un giallo. L'imprenditore spezzino è stato rapito a Lerici due notti fa da tre o quattro uomini armati al termine di una rapina. Secondo la denuncia della madre, presente al momento del sequestro, i rapitori avevano un accento dell'est: per questo carabinieri e polizia hanno esteso le ricerche del giovane anche in alcuni paesi esteri.

Andrea Calevo: le foto dell'imprenditore rapito

Non è ancora chiaro quale sia il movente del sequestro, ma col passare dei giorni sta perdendo consistenza l'ipotesi di una rapina finita male. D'altra parte però, la tesi di un rapimento a scopo di estorsione contrasta con la mancanza di una richiesta di riscatto: la Direzione distrettuale antimafia di Genova ha dato notizia di un "contatto evanescente" tra uno dei membri della famiglia Calevo e i rapitori, durante il quale non è stata avanzata alcuna domanda di riscatto. Come da prassi in questi casi, tutti i beni della famiglia sono stati messi sotto sequestro.

Andrea Calevo: sequestro a scopo di estorsione?

Gli inquirenti stanno indagando su tutti gli ultimi contatti dell'imprenditore e della famiglia immediatamente prima della rapina, con controlli incrociati su cellulari, telepass autostradali e cellule telefoniche della zona. E' passata sotto la lente d'ingrandimento soprattutto l'azienda edile di famiglia: i bilanci risultano in ordine, senza debiti nonostante gli affari mostrino i segni della crisi.

Le ricerche si stanno orientando prevalentemente verso l'Europa dell'Est, ma non si escludono altre piste: "Stiamo mettendo insieme alcuni tasselli e controllando varie ipotesi - hanno dichiarato gli investigatori - Se non dovesse arrivare entro le prossime ore una controfferta in denaro per la liberazione del 31enne, a pista del sequestro a scopo di estorsione potrebbe perdere consistenza a favore di altre tesi. Tra i dati esaminati, c’è anche l’identikit di un uomo visto lungo una strada vicino alla villa e alcune registrazioni di un impianto in una vicina villetta svaligiata tempo fa".

Intanto, don Paolo Vegini ha lanciato un messaggio ai rapitori: il parroco di Romito Magra, nel comune di Arcola, dove Calevo ha una delle sue attività, si è recato alla villa dell'imprenditore per manifestare la sua solidarietà alla famiglia. Una volta lì, il sacerdote si è offerto di essere preso in ostaggio al posto del giovane.

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