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Sesso per pagare la scuola guida, ora è legge in Olanda. Parlano i ministri dei Trasporti e della Giustizia

  • DailyMail

di Simone Rausi

In Olanda, ma per una questione di coerenza semantica sarebbe preferibile fare riferimento ai Paesi Bassi, è stata approvata una nuova legge ironicamente ribattezzata su internet “Ride for a Ride” (che per chi è fermo alla prima uscita de L’Inglese De Agostini sarebbe qualcosa tipo “una cavalcata per una guida”). Trattasi di una disposizione che legalizza il pagamento delle lezioni di scuola guida con delle prestazioni sessuali, a patto che il pagatore sia maggiorenne. E qui si aprono scenari incredibili.

Sesso in scuolabus in cambio di ricariche telefoniche

Non ti ritrovi degli spiccioli nel portafogli? Puoi offrire del sesso orale. Il tuo conto è in rosso? E vabbè, facciamo che stavolta ti togli le mutande. Ora, come funzionerà esattamente il tariffario non ci è dato saperlo. Ne tantomeno sappiamo della possibilità di opzionare un soddisfatti e rimborsati nel caso in cui la prestazione amatoria non si riveli di gradimento. Ma questi sono dettagli. Quel che importa è che il sesso come metodo di pagamento per lezioni di guida è legalizzato, il contrario (ovvero offrire sesso in cambio di lezioni, ma sono sfumature sottili) no.

Pensate che sia un modo per far impennare la prostituzione giovanile? A smentirvi ci pensano il ministro olandese delle Infrastrutture e dei Trasporti, Melanie Schultz van Haegen, e il ministro della Giustizia, Ard van der Steur, che preferiscono mettere i puntini sulle i: "Non si tratta di concedere un'attività sessuale in cambio di soldi ma in cambio di una lezione di guida". Chiaro no? Una specie di banca del tempo: io faccio qualcosa per te, tu la fai per me. Ma non sia mai che venga tirata fuori una banconota. Anche fosse, in ogni caso, ci sarebbe poco da scandalizzarsi. Le prostitute, in Olanda, sono infatti delle professioniste tutelate e in perfetta regola alla stregua di comuni impiegate. Hanno una licenza, un numero di previdenza sociale, un sindacato che le tutela e una dichiarazione dei redditi da compilare a fine anno per il pagamento delle tasse.

Come dicevamo all’inizio, gli scenari che si aprono sono inimmaginabili. È davvero giusto offrire questa possibilità a dei diciottenni, il più delle volte ingrifati come ricci e disposti a tutto pur di tenere dei soldi per sé? Questi ragazzi hanno gli strumenti per operare una scelta consapevole? I titolari delle scuole guide si comporteranno sempre in modo onesto e trasparente? Le mogli di questi ultimi avanzeranno richieste di divorzio in massa? Le scuole guide con istruttori tendenti allo strafigo saranno privilegiate a discapito di quelle gestite da professionisti anzianotti che hanno dedicato una vita al lavoro? Potremmo continuare per un paio di ore abbondanti ma non servirebbe a nulla perchè gli olandesi sono persone decisamente più concrete. Persino Gert-Jan Segers, il cristiano conservatore che più di tutti si è speso per bloccare la legge, si sarebbe scandalizzato soltanto per una questione fiscale: “Certi studenti – ha detto - potrebbero non avere alcuna licenza per esercitare la prostituzione e non sarebbero in grado di dichiarare le prestazioni ai fini fiscali”. Perchè il problema, eventualmente, è questo.

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