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Sgarbi indebitato: all'asta la collezione d'arte

Vittorio Sgarbi, assessore alla Cultura di Milano e noto critico d'arte, ha dichiarato: "Non arrivo al primo giorno del mese. Esco di casa e sono già in rosso!". Dunque i Guercino, gli Alessandro Rosi, i Mattia Preti, Gioacchino Assereto, Bernardo Strozzi, Sofonisba Anguissola, alcuni dei nomi della collezioni delle opere d'arte di Sgarbi saranno messe all'asta da Finarte, a Milano, il 5 marzo.

"Nel 1992 quando facevo ancora la tv ero tra i parlamentari il contribuente che dichiarava di più - 1 miliardo e 800 mila lire - dopo Giovanni Agnelli. A quei tempi, io che trasformo il denaro in spirito, ho comprato cose bellissime a valori inferiori a quelli di mercato. Sono miei il più bel Cagnacci, la più bella Artemisia, il più bel Vivarini... Che divertimento battere collezionisti ben più ricchi di me...", ricorda i bei tempi l'ex parlamentare.

Oggi Vittori Sgarbi come assessore guadagna 3.900 euro al mese che spende per pagarsi l’albergo a Milano; poi c'è la pensione di parlamentare che sfrutta per pagare la casa di Roma; e infine ci sono gli stipendi per i miei autisti e collaboratori. Insomma, automaticamente ogni mese, l'ex deputato forzista spende 20 mila euro. "Non posso permettermi più certi acquisti. Tra i parlamentari sono precipitato al 305° posto, persino dopo Pecoraro Scanio!", lamenta Sgarbi.

Il critico d'arte prevede già un secondo lotto di opere da mettere all’incanto. "Non c’è nulla di disdicevole. Anche Alvar Gonzàlez Palacios fece lo stesso usando il suo nome come traino". I soldi ricavati dall'asta serviranno oltre che a coprire le spese di Sgarbi, per finanziare una mostra itinerante delle 200 sculture che ha destinato alla fondazione intitolata a suo zio Bruno.

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