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Si confessa il marine che uccise Calipari

"Ho seguito le procedure, non sono un assassino". Con queste parole si è difeso al NY Post Mario Lozano, il soldato Usa che apri il fuoco a Bagdad contro la vettura che trasportava Nicola Calipari (che venne ucciso) e la giornalista Giuliana Sgrena.

"Le regole militari sono precise e io le ho seguite fedelmente, come avrebbe fatto ogni soldato nella mia situazione: se voi esitate a sparare tornate a casa in una bara".
Lozano non ha nulla da rimproverarsi: "Ho fatto le segnalazioni luminose, ogni iracheno avrebbe inchiodato a quel punto i freni, ho sparato una raffica di ammonimento a terra e quindi ho sparato al motore della vettura".

La sua vita privata è ormai diventata un inferno: "Non dormo più bene, ho incubi e devo imparare a convivere con una persona che ormai è morta". La frase seguente è un attacco alla giornalista Giuliana Sgrena: "Al contrario, invece, sono sicuro che la sua vita è ben diversa dalla mia. Sta facendo soldi. È diventata famosa. Mentre io devo convivere col fatto che una persona è morta perché non ha rispettato gli ordini ed io sono quello che ha premuto il grilletto".

La replica della Sgrena viene riportata nello stesso giornale: "Io non sto facendo alcun guadagno, sto semplicemente raccontando la mia storia: se vogliono esprimere quello che pensano, l’unico modo di farlo è di presentarsi al processo: non voglio che Mario Lozano divenga un capro espiatorio, ma dovrebbe venire e spiegare la sua posizione. Ripeto, per me non si è trattato di un incidente".

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