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Si farà Via Bettino Craxi

18 voti e 8 contrari. Il consiglio comunale di Roma ha approvato così la mozione presentata dal presidente del gruppo misto indipendente Fabio Sabbatani Schiuma e da Roberto Rastelli (Udc) per l’intitolazione di una via della capitale a Bettino Craxi.

Si tratta, però, di una mozione di indirizzo, quindi non vincolante. "Ho recepito l'appello che Stefania Craxi fece la scorsa estate al sindaco Veltroni - spiega Schiuma - per intitolare al padre una strada. Craxi è stato un uomo che, volente o nolente, è stato parte della nostra storia. Spero che arrivi presto il via anche per una strada a Giorgio Almirante".

Per Bobo Craxi, figlio dell’ex leader socialista morto nel 2000 ad Hammamet, si tratta di "una decisione importante" e bacchetta il Comune di Milano, città natale di Bettino Craxi e dove sei mesi fa la stessa proposta era stata bocciata. "Tutti i rappresentanti del popolo romano e le istituzioni della capitale si sono dimostrati assai più sensibili e politicamente più avveduti di quelli della città di Milano".

Soddisfatta anche la figlia Stefania, che suggerisce: "Si potrebbe intestare a Bettino Craxi Largo Febo, dove ha sede l'Hotel Raphael, residenza storica di Bettino Craxi a Roma. Potrebbe approfittarne per chiedere scusa a nome del partito dei Ds per quel vergognoso 30 aprile 1993 in cui Bettino Craxi fu fatto oggetto di urla, insulti e di un lancio di monetine da parte di una folla proveniente dal comizio dell'allora segretario diessino Achille Occhetto" (guarda il filmato).

Non manca però chi davanti a questa proposta ha storto il muso: "Sbagliato intitolare una strada a chi rappresenta un'epoca di questo Paese non certo da celebrare", ha commentato Adriana Spera, capogruppo capitolino di Rifondazione Comunista, mentre il direttore de "L’Unità", Antonio Padellaro in un editoriale sottolinea che "il leader del Garofano è stato condannato con sentenze definitive a 5 anni e 6 mesi per corruzione e a 4 anni e 6 mesi per finanziamento illecito al partito… o Craxi è stato ingiustamente perseguitato oppure quelle sentenze vanno accettate e rispettate".

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