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Sigaretta elettronica: divieto in luoghi pubblici cancellato ed è polemica

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Via libera alla sigaretta elettronica nei luoghi pubblici. Il divieto entrato in vigore questa estate con il Decreto Iva-Lavoro è stato infatti abrogato con la conversione in legge del Decreto Istruzione avvenuta nei giorni scorsi. A segnalare il dietrofront è stata l'agenzia di stampa parlamentare Public Policy, che ha scoperto che la cancellazione della frase "in materia di tutela della salute dei non fumatori" al termine del Comma 10-bis dell'Articolo 51 della legge Sirchia ha di fatto eliminato il divieto di svapare nei luoghi pubblici, eccezion fatta per le scuole, in virtù della norma introdotta proprio dal Decreto Istruzione.

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Una modifica voluta, come ha confermato all'Ansa l'autore dell'emendamento, il presidente della commissione Cultura della Camera, Giancarlo Galan. "Nessuna svista", ha confermato infatti il deputato pidiellino, che ha spiegato che si è trattato invece della "correzione di un eccesso di proibizione". Il decreto di luglio "era eccessivamente restrittivo", ha continuato Galan, spiegando che probiva la pubblicità delle e-cig "persino sulle vetrine dei negozi" che le vendono. Norme ancora più rigide di quelle per il tabacco, che il presidente della commissione Cultura della Camera ha ritenuto opportuno ammorbidire, in risposta all'"appello proveniente da una nuova filiera produttiva, peraltro in forte espansione, massacrata da tassazione e da pesanti divieti". Galan ha concluso dicendo di non voler esprimere giudizi medico-scientifici sulla sigaretta elettronica - "anche se gli ultimi studi sembrerebbero confortanti, come testimoniato dal prof. Veronesi" - ma "da convinto liberale" di avere agito per "non affossare un nuovo modo di fare impresa con una regolamentazione ostruzionistica".

Immediate le reazioni. L'ex ministro della Sanità e attuale presidente della Consulta nazionale sul Tabagismo, oltre che relatore della legge con la quale è stato introdotto in Italia il divieto di fumo nei luoghi pubblici nel 2003, Girolamo Sirchia, si è detto infatti "molto sorpreso da quello che sembra un blitz", definendolo "un cattivo provvedimento". "Prima una tassazione fuori misura e adesso quello che sembra una sorta di compensazione, sembra una gara a chi fa peggio", ha aggiunto, dicendo di essere favorevole alla e-cig "quando viene usata come presidio per smettere di fumare", ma affermando che "non si può costringere chi ti sta accanto a respirare vapori che possono essere anche di nicotina".

Nettamente contrario all'abolizione del divieto, infine, Giacomo Mangiaracina, Presidente dell'Agenzia Nazionale per la Prevenzione e direttore dell'unità di tabaccologia dell'università La Sapienza di Roma, che ha affermato: "E' stata abrogata una norma di civiltà a beneficio dei cittadini", concludendo: "Va ripristinata e noi ci mobiliteremo per questo".

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