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Sigarette senza logo e con foto shock: dall'Australia la rivoluzione anti-tabacco

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Fumereste una sigaretta se il pacchetto che la contiene mostrasse un polmone devastato da un cancro? Forse per i fumatori incalliti non ci sarebbe alcuna differenza, ma quello che accadrà in Australia è certamente rivoluzionario: l’Alta Corte ha approvato la legge contro il fumo più dura che si ricordi a memoria d'uomo. Dal primo dicembre 2012 ipacchetti di bionde non dovranno più presentare marchi né simboli, bensì saranno ricoperti da fotografie ed immagini devastanti che mostrano gli effetti del fumo.

Una legge durissima che sfida apertamente le grandi major del tabacco. E si sa, in fatto di lobby, queste multinazionali sono tra le più potenti al mondo. Eppure saranno costrette per legge ad eliminare i rispettivi brand dai pacchetti: niente più Malboro, nè Merit o altri grandi marchi, così come li abbiamo conosciuti sinora, appariranno più sui contenitori di sigarette in Australia. Al loro posto, le ben meno confortanti immagini di un uomo con il cancro alla bocca o quelle di un polmone ammalato, o perfino i denti di un bambino danneggiati irrimediabilmente dal fumo passivo.

Immagini shock sui pacchetti di sigarette: guarda il video

Una rivoluzione in tutti i sensi, perchè dal prossimo dicembre sarà lo Stato a stabilire i criteri cui dovranno uniformarsi tutti i produttori di sigarette e sigari. Sarà proibito utilizzare pacchetti con qualunque tipo di logo o colore distintivo e le direttive per il packaging saranno molto severe: su uno sfondo color verde oliva si stamperanno immagini di malati di tumore accompagnate da avvisi sui rischi per la salute e inviti a smettere di fumare. Il nome dell’azienda produttrice potrà comparire soltanto in piccolo, relegato in un punto ben preciso in basso sul pacchetto e con caratteri uguali per tutti. Ad occupare gran parte del contenitore saranno le immagini devastanti degli effetti del fumo, che saranno ben visibili sul 75% della parte frontale e il 90% di quella posteriore.

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La decisione dell'Alta Corte conferma dunque la bontà della legge voluta dallo stato di Canberra, contro la quale i big del fumo avevano presentato diversi ricorsi e apre la strada a provvedimenti simili anche in altri paesi, come Inghilterra, Norvegia, Nuova Zelanda, Canada e India, che stanno pensando da tempo di regolamentare la meteria in modo analogo. "L'industria del tabacco può essere sfidata e battuta" ha commentato a caldo la ministra della giustizia australiana Nicola Roxon, che ha combattuto questa battaglia in nome del ricordo di suo padre, fumatore morto per cancro ai polmoni quando lei aveva solo dieci anni. "Resta una cattiva legge che andrà a beneficio solo del crimine organizzato che vende tabacco illegale", è stata invece la reazione di un portavoce della British American Tobacco.

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