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Qual è il vero significato delle statuette dei gatti che vediamo nei ristoranti cinesi?

Ci capita spesso di andare al ristorante cinese di notare sul bancone una statuetta raffigurante un grasso gatto dorato con un braccio alzato. Molti sanno che questa figura viene detta “gatto fortunato”, ma qual è il suo vero significato e, soprattutto, le sue origini sono davvero cinesi?

Un simbolo inconfondibile

Quello del gatto fortunato è un simbolo ormai inconfondibile nell’Estremo Oriente ma arrivato nell’ultimo periodo anche da noi. Oggigiorno non è infatti raro trovare questo simpatico micio raffigurato nei media, presente ad esempio nel logo di aziende che si occupano del doppiaggio di prodotti televisivi giapponesi, utilizzato come decorazione durante concerti come nel caso dell’esibizione di Netta sul palco dell’Eurovision Song Contest, oppure come simbolo e personaggio principale di slot machine online come la celebre Cat’s Fortune. Nonostante la sua grande fama questa figura è però vittima di diversi stereotipi, primo su tutti quello relativo alle sue origini. Ebbene sì, il gatto fortunato, sebbene sia oggi molto diffuso anche in Cina e in Vietnam, è in realtà originario del Giappone.

Il suo nome originale è infatti maneki neko, che significa letteralmente “gatto che chiama”. Non è chiaro quando il maneki neko abbia fatto la sua apparizione ufficiale, ma si pensa che nel periodo Edo fosse già utilizzato e se ne hanno tracce in documenti ufficiali a partire dal 1876. Il gatto fortunato può inoltre assumere diversi aspetti. Solitamente è infatti bianco con alcuni dettagli rossi, ma sono diffuse anche versioni in cui il gatto indossa unkimono colorato, versioni dorate come quelle tipiche della Cina e maneki neko rossi o neri. Anche il gesto fatto dal gatto stesso può variare da statuina a statuina. In alcuni casi il braccio dell’animale è rigido e fermo, mentre in altri è collegato a un motorino che lo fa andare ripetutamente avanti e indietro o può essere spinto manualmente.

Il significato del maneki neko

Sta proprio nel braccio il significato principale del gatto fortunato. Molti occidentali, erroneamente, scambiano il gesto della statua per un saluto. Si tratta invece di un invito, espresso secondo l’abitudine giapponese muovendo avanti e indietro il braccio e inclinando le dita verso il basso. Proprio per evitare questo fraintendimento sono però stati anche prodotti dei gatti con il braccio disteso in orizzontale con la zampa rivolta verso l’alto, in modo da essere più comprensibili agli occidentali. L’obiettivo del maneki neko è infatti quello di portare ricchezza e fortuna, ma in modo particolare. Se il braccio alzato è il sinistro, il gatto sta infatti invitando nuovi clienti verso il negozio in cui è esposto. Non è quindi un simbolo di fortuna per i clienti, quanto di abbondanza e di ricchezza per il negoziante stesso.

Se invece è la zampa destra a essere alzata si tratta di una fortuna privata e legata alla casa del proprietario del gatto. Secondo alcune teorie il gesto del gatto non è in realtà un invito verso i clienti, quando un gesto di buon auspicio che rappresenta il movimento che i felini fanno quando si puliscono il muso. In diverse leggende cinesi e giapponesi, infatti, vedere un gatto che si pulisce il muso è un presagio che ci annuncia che a breve faremo un nuovo incontro o verrà a trovarci un visitatore o un cliente. Qualsiasi sia l’origine del gesto del maneki neko, questo è però sicuramente legato alla ricchezza e ne sono la prova la presenza, in molte statuette, anche della raffigurazione di una moneta e l’abitudine di usare questi gatti come salvadanai o come portafortuna, lasciando presso di essi alcune monete.

Il tipico gatto fortunato che vediamo sui banconi dei ristoranti fa oggi parte della cultura della Cina, anche se le sue origini sono in realtà da far risalire al Giappone, e ha la doppia funzione di attirare nuovi clienti nei negozi e di portare fortuna alle famiglie.

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