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Silvia Gobbato, avvocatessa uccisa mentre fa jogging: giallo a Udine

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E' giallo sulla morte di Silvia Gobbato, giovane avvocatessa uccisa oggi mentre faceva jogging in un boschetto nei pressi del parco del Cormor, a Udine. La donna, infatti, è stata assalita e accoltellata mentre correva e - a quanto pare - dopo il suo corpo è stato trascinato per 7-8 metri e abbandonato al lato della strada.

In base alle informazioni circolate, Silvia è stata assassinata tra le 13 e le 14, mentre faceva jogging in compagnia di un amico: quest'ultimo, con il passo più lungo, l'ha distanziata e quindi si è fermato ad aspettarla circa 400 metri più avanti, a un incrocio. La ragazza però non l'ha mai raggiunto e al suo posto è arrivata invece un'altra persona che mentre correva ha notato il corpo senza vita della giovane e ha chiamato la polizia.

Originaria di San Michele al Tagliamento, in provincia di Venezia, Silvia lavorava (e pare anche avesse preso una casa) a Udine, dove stava facendo il praticantato nello Studio Legale Biancareddu e Ortis, avvocato quest'ultimo molto noto in città, pure per essere stato candidato nel 2008 a primo cittadino. Dopo avere superato lo scritto lo scorso giugno, la ragazza il prossimo 7 ottobre avrebbe dovuto sostenere la prova orale dell'esame da avvocato.

Al momento la polizia sta ascoltando il ragazzo che stava correndo con Silvia - che a quanto pare è il figlio di Ortis - e la persona che ha trovato il corpo della giovane nella zona di Plaino, nel Comune di Pagnacco, all'inizio della ippovia che porta alla frazione Buj, ma nulla trapela su piste e/o possibili moventi che avrebbero armato la mano dell'assassino, il quale (o la quale) ha avuto l'accortezza di far sparire il coltello con cui ha inferto numerose ferite alla sua vittima.

Silvia, che aveva 28 anni, era molto conosciuta a San Michele al Tagliamento, dove era stimata e benvoluta da tutti e dove nel 2011 si era candidata a un seggio da consigliere comunale. "Sono sconvolto", ha dichiarato all'Ansa l'avvocato Gianni Ortis, spiegando che la giovane praticante "era una ragazza bravissima, dolcissima". "Quello che è successo è qualcosa di assolutamente inspiegabile", ha aggiunto l'uomo, ricordando la bravura di Silvia: "Aveva superato lo scritto dell'esame di avvocato con successo, era risultata seconda tra tutti i candidati della Corte d'Appello di Trieste. Doveva fare l'orale il 7 ottobre".

Sempre l'Ansa ha poi puntualizzato che Silvia ha conosciuto il figlio dell'avvocato Ortis in studio e che quest'ultimo le ha trasmesso la passione per la corsa, che è diventata ben presto un impegno vero e proprio: con il ragazzo infatti la giovane era iscritta al gruppo dei marciatori udinesi e i due si allenavano spesso, come molti altri podisti, sull'ippovia del Cormor, che è una zona molto frequentata. Secondo le prime ricostruzioni, Silvia era quasi arrivata alla fine del percorso, dove il suo compagno l'aveva preceduta e la stava aspettando. Non vedendola arrivare è tornato indietro e ha incontrato una persona che gli ha detto di avere trovato un cadavere, che purtroppo si è rivelato essere quello della giovane praticante.

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