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Simone Camilli, morto a Gaza reporter italiano di 35 anni: stava filmando disinnesco di un missile

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Era in corso il disinnesco di un missile israeliano quando un’esplosione potentissima dell’ordigno rimasto in strada a Gaza ha causato la morte di sei persone, tra le quali il videoreporter italiano Simone Camilli, impegnato in quel momento a documentare le operazioni di messa in sicurezza della zona.

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Insieme al 35enne cameraman romano, la bomba dell’Idf ha ucciso secondo fonti locali un giornalista palestinese e quattro tra agenti e civili presenti nel luogo della deflagrazione.

Anticipata su Facebook dal portavoce del ministero della sanità della Striscia Ashraf al-Qedra, la tragica notizia è stata confermata pochi minuti dopo dal governo italiano, mentre il massimo responsabile della Farnesina Federica Mogherini ha espresso ufficialmente il cordoglio delle autorità per “questa perdita così dolorosa” da considerare “una tragedia per la famiglia e per il nostro Paese”.

“Una trappola era nascosta nel missile” ha ipotizzato il fratello del reporter ucciso a Gaza, basandosi sulla strana dinamica dell’incidente che ha portato ad una vera e propria strage durante il tentativo di disinnesco dell’ordigno sganciato giorni fa da un F-16 dell’aviazione di Israele.

(“Gaza 22”: documentario esclusivo di Simone Camilli, ucciso da un missile israeliano)

Attivo sui fronti di guerra mediorientali da molti anni, Simone Camilli era stato testimone di vari conflitti nella Striscia di Gaza, a partire dalla famosa operazione Piombo Fuso e negli ultimi mesi aveva documentato gli effetti degli attacchi della campagna di Israele Confine Protettivo sulla popolazione palestinese, in particolare sui civili.

Figlio del sindaco del comune di Pitigliano in provincia di Grosseto, il videoreporter italiano (che collaborava stabilmente con l’agenzia internazionale di stampa Associated Press) era originario di Roma ma girava il mondo per lavoro, avendo all’attivo un curriculum professionale nutrito di esperienze sul campo non solo in Medio Oriente.

L’arresto del generale serbo-boniaco Ratko Mladic, la morte di Papa Wojtyla e l’incidente della nave da crociera Costa Concordia sulla costa dell'Isola del Giglio, come si legge sul profilo Linkedin, sono soltanto alcune dei suoi più importanti reportage.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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