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Simply Red: il copyright è socialista

I diritti di autore, il rapporto di internet con la musica, sono al centro di un interessante editoriale che porta la firma illustre di Mick Hucknall e ospitato dalle colonne del quotidiano inglese The Guardian.

Il leader dei Simply Red punta sul fiorire delle piccole case di produzione... "Le opportunità offerte dalla nuova teconologia - scrive Hucknall - mi ricorda molto la mie prime esperienze da musicista. L’attitudine al “fai da te” dell’era punk mi incoraggiò a distribuire “Holding Back the Years” con la nostra etichetta quando nessuna casa discografica era interessata. George Clinton una volta disse: “Non combattere il sistema, costruisci il tuo”: La distribuzione via internet ha creato case di produzione libere che stanno tentando di liberarsi dalla stretta mortale delle major che hanno comandato per decadi nella distribuzione musicale. Intenet è come un negozio musicale infinito e il futuro del business musicale dipenderà dalla crescita di migliaia di piccole imprese del regno unito, e non solo, piuttosto che dall’economie di scala delle multinazionali”.

Il cantante inglese si schiera poi a favore dell’estensione dei diritti d’autore da 50 a 95 anni. "In proposito sono state create polemiche assurde. Il copyright non è un monopolio che restringe il libero flusso di idee. Permettendo alla produzione musicale di diventare di pubblico dominio non si crea un vantaggio pubblico. Ma rappresenta una massiccia distruzione della ricchezza della Gran Bretagna, e una significante perdita di entrate fiscali , che si riverserebbero sul mercato nero. Il copyright fondamentalmente è socialista, radicale, redistributivo e sovversivo".

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