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Sms terremoto Emilia: soldi bloccati, nelle zone colpite neanche un euro

Gli scettici a oltranza e i più cinici da sempre sostengono che le raccolte fondi promosse dalla compagnie telefoniche lasciano il tempo che trovano, ma la notizia di oggi che dei 15 milioni di euro degli sms per il terremoto nell'Emilia neanche un centesimo sia arrivato nelle zone colpite rischia di ingrossare drasticamente la fila di chi ormai non si fida più di niente e di nessuno.

L'interrogazione dell'IDV sulla gestione e destinazione dei soldi degli sms solidali

Lanciati dai principali gestori telefonici italiani in collaborazione con la Protezione Civile nazionale, che garantiva: "Il ricavato verrà versato sul nostro fondo", gli sms solidali per aiutare le popolazioni colpite dal doppio sisma dello scorso maggio hanno riscosso un'eccezionale partecipazione, eppure a quasi tre mesi di distanza la somma raccolta non solo non è arrivata a destinazione, ma in gran parte non è neppure ancora diventata moneta sonante.

"Purtroppo l'iter non si può comprimere più di tanto, se si vuole assicurare trasparenza" commenta Franco Gabrielli, spiegando anche che la cifra circolata in questi giorni non è esatta. I 15 milioni di cui si parla, infatti, "non sono versamenti ma promesse di versamento" e pertanto i vari operatori "prima di versare alla Tesoreria dello Stato l'importo corrispondente agli sms, devono effettivamente incassare la cifra". I tempi pertanto si allungano in relazione a quelli necessari alla riscossione e a tutta la trafila burocratica alla quale i soldi devono sottostare prima di arrivare nelle casse della Protezione Civile: gestore, centro fatturazione, smistamento, Banca d'Italia.

Già, ma a quanto ammonta la cifra in definitiva e, soprattutto, quando arriveranno i soldi ai terremotati? Secondo i dati riportati da Gabrielli, attualmente in Banca di Italia si trovano depositati 7 milioni di euro - meno della metà dei soldi 'promessi' - mentre ancora non si hanno tempistiche certe sull'erogazione. Una volta arrivati nelle casse della Protezione Civile, infatti, i fondi saranno girati alla contabilità speciale dei Commissari Straordinari (ovvero i governatori delle tre regioni interessate, Emilia-Romagna, Veneto e Lombardia) e quindi versati ai Comuni che ne hanno fatto richiesta sulla base di specifici progetti.

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"Noi abbiamo già mandato alla Protezione civile un elenco di comuni con le varie esigenze. Tutti gli interventi finiranno in una database che si chiama Trasparenza donazioni, in modo che ci sia una tracciabilità totale dei versamenti e il Comune si impegna a seguire gli appalti rendicontando la spesa" spiega il direttore nazionale dell'Anci e responsabile dell'Ufficio di coordinamento istituzionale del Commissario straordinario dell'Emilia-Romagna, Angelo Rughetti, puntualizzando anche: "Gabrielli è sempre stato molto esplicito: i tempi saranno medio lunghi perché c'è una cornice di buona riuscita che va garantita". Una questione di trasparenza, dunque, ma anche e soprattutto di burocrazia, che tuttavia non tiene conto che l'autunno è arrivato, l'inverno è alle porte e i terremotati sono in attesa di una casa provvisoria, con tutto che non sarà mai quella che hanno perso nel sisma.

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