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Sofia, dopo Le Iene riprende le cure con staminali a Brescia: presto la seconda infusione

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E' arrivata finalmente ad una svolta positiva la vicenda di Sofia, la bambina di tre anni e mezzo affetta da una grave malattia degenerativa, la leucodistrofia metacromatica, che paralizza gli arti e rende ciechi: la piccola potrà finalmente riprendere le cure a base di cellule staminali grazie alle quali aveva ottenuto progressi visibili, recuperando in parte la vista e migliorando sensibilmente le sue capacità motorie. Nelle prossime ore i genitori di Sofia riceveranno la data del ricovero in ospedale e quella della seconda infusione di cellule staminali.

Staminali, il Ministro della Salute Balduzzi: "Sofia può continuare la cura". Ma i genitori protestano

La terapia era stata interrotta dopo la prima infusione a causa delle inchieste giudiziarie che hanno coinvolto il Centro Stamina Foundation e il metodo del professor Vannoni, considerato dagli inquirenti torinesi dannoso per la salute e bloccato dall'Aifa a seguito di ispezioni. A differenza di altri bambini affetti da malattie simili, cui il ricorso dei genitori aveva permesso di riprendere le cure, per Sofia il giudice di Firenze non aveva concesso di continuare la terapia presso gli Spedali Civili di Brescia, dove le cure compassionevoli del metodo Stamina sono somministrate gratuitamente a quei malati per cui non esistono cure riconosciute dalla medicina ufficiale.

Le Iene, la storia di Sofia

La svolta per Sofia è arrivata grazie alla perseveranza dei genitori e alla grande campagna mediatica che ha visto in prima linea il programma tv Le Iene di Italia1: i loro servizi hanno racocntato il dramma di Sofia e mobilitato l'opinione pubblica. Tanti personaggi dello spettacolo e della società civile si sono battuti perchè la burocrazia non condannasse a morte la piccola Sofia. In primis, Adriano Celentano, che ha rivolto dalle pagine del Corriere della sera un accorato appello al Ministro della Salute Renato Balduzzi.

Dopo un primo passo in avanti, con l'impegno del Ministro alla ripresa delle cure presso un centro diverso dallo Stamina Foundation, i genitori di Sofia non si sono arresi ed hanno preteso ed ottenuto che la bambina continuasse la terapia presso gli Spedali Civili di Brescia, perchè è grazie al metodo Vannoni che Sofia ha ottenuto significativi miglioramenti. La necessità di proseguire le cure della Stamina Foundation era stata spiegata dalla mamma della piccola al programma tv Le Iene, che è tornato ad occuparsene chiedendo al ministro un impegno preciso nel permettere a Sofia di essere curata a Brescia, perchè le condizioni della bambina sono decisamente critiche e non c'è spazio per la sperimentazione di cure diverse: "Sofia ha la febbre altissima, sta morendo, non c'è più tempo" aveva spiegato la mamma.

Dopo la comunicazione ufficiale del ministro della Salute, del presidente dell'Istituto superiore di sanitá e del direttore generale dell'Aifa, gli Spedali Civili di Brescia hanno acconsentito alla seconda infusione di cellule staminali da soministrare in tempi rapidissimi alla piccola Sofia. Il ministro Balduzzi, ha commentato con soddisfazione la svolta: "Quanto è stato fatto concilia il rispetto delle norme e delle sentenze della magistratura con la situazione eccezionale nella quale si trova la bambina (...) si tratta di quella soluzione concreta che, incontrando i genitori di Sofia mi ero impegnato a favorire entro sette giorni".

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