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Sollecito accusa nel libro: "Dovevo incastrare Amanda"

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Dopo un lungo e accurato battage pubblicitario, è uscito oggi in America Honour Bound, il libro scritto da Raffaele Sollecito che racconta la sua verità sul delitto di Perugia e, almeno stando alle rivelazioni del settimanale Oggi, ma anche alle anticipazioni che si possono leggere online sui siti dei giornali stranieri come The Telegraph, promette di sollevare un polverone.

Raffaele Sollecito e il libro Honour Bound

Nella ricostruzione che il giovane fa dell'indagine - anche con l'aiuto delle testimonianze di altri protagonisti diretti, tra cui i suoi familiari - emerge infatti un quadro poco edificante della polizia e del sistema giudiziario italiano, con il pubblico ministero titolare dell'inchiesta, Giuliano Mignini, che avrebbe tentato di intavolare una trattativa segreta con i Sollecito per garantire al ragazzo una pena più mite 'in cambio' di Amanda Knox.

"Venne detto alla mia famiglia che Mignini non era interessato a me se non come canale per arrivare ad Amanda" ricostruisce lo studente di informatica nel libro, sostenendo che il pm "sarebbe stato disposto anche a riconoscere che ero innocente se gli avessi dato qualcosa in cambio, incriminando direttamente Amanda oppure semplicemente non sostenendola più". Una proposta che fece breccia (almeno in un primo momento) nel padre di Raffaele, che si rivolse all'avvocato difensore del figlio, Giulia Bongiorno, per valutare la possibilità di un accordo. Ma quando il legale venne a sapere del tentativo, "fu inorridita e minacciò di lasciare l'incarico, perché una trattativa segreta costituiva la violazione della procedura legale". In Honour Bound si legge quindi che il signor Sollecito fece marcia indietro e chiese a Bongiorno di non rinunciare alla difesa, mostrandosi "mortificato" per il proprio comportamento.

Accuse gravissime che Giuliano Mignini oggi ha respinto con veemenza, negando "categoricamente" qualsiasi tentativo di intavolare una trattativa segreta con la famiglia del co-imputato per ottenere la 'testa' di Amanda.

Ma le memorie di Raffaele Sollecito non risparmiano neppure la polizia. Secondo quanto riporta The Guardian, infatti, in un passo del libro il giovane parla della perquisizione del suo appartamento e racconta che un tal ufficiale Finzi è in cucina e a un certo punto tira fuori dal cassetto delle posate "il primo coltello che gli capita in mano", quindi fa a un collega: "Potrebbe essere questo?" e l'altro risponde: "Sì, sì, fantastico". Per non parlare, come riferisce Oggi, delle minacce ricevute da Sollecito in caserma - "se provi ad alzarti e andartene, ti pesto a sangue e ti ammazzo. Ti lascio in una pozza di sangue" - e di Amanda che nella stanza degli interrogatori grida "aiuto, aiuto!".

Raffaele Sollecito in vacanza in America, le foto su Facebook

Insomma, un vero e proprio j'accuse che inevitabilmente riaccenderà i riflettori su un caso che ha fatto e ancora continua a far discutere in Italia e negli USA. In attesa del prossimo capitolo, ovvero delle rivelazioni shock questa volta di Amanda, che come il suo ex ha deciso di offrire alla gente e al mondo la sua versione dei fatti. Perché davvero dell'omicidio di Meredith Kercher sembra non poter esistere una sola verità.

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