Excite

Sopprimere cani rumorosi: minaccia shock del sindaco di Lozza, l'Asl interviene

  • Getty Images

I cittadini di Lozza sono intervenuti in massa per protestare contro l'ordine surreale del loro primo cittadino: il sindaco del comune in provincia di Varese ha deciso di adottare la linea dura nei confronti dei padroni di cani troppo "rumorosi", che abbaiando di notte recano disturbo alla quiete pubblica. Il suo metodo, però, ha creato sconcerto tra i proprietari di animali e non solo.

Cane aspetta il padrone per 8 giorni fuori dall'ospedale: l'abbraccio che ha commosso il web (video)

Quando il sindaco Fervida Adriana Fabbian ha mandato una lettera ai concittadini che hanno cani particolarmente rumorosi, minacciandoli di multarli e perfino di sequestrare e abbattere l'animale, la reazione non poteva che essere immediata. La missiva arrivata ad una decina di proprietari di cani fa riferimento alla legge vigente e paventa anche un cambio del regolamento della polizia urbana per realizzare la soluzione estrema indicata dal sindaco.

Veterinario pubblico a Milano: la prima clinica gratuita per animali entro il 2014

Sulla vicenda, che ha scatenato aspre polemiche tra i cittadini e tra le associazioni animaliste, è intervenuta l'Asl locale, che a sua volta ha scritto al primo cittadino spiegando che i cani non possono certo essere soppressi, anche se disturbano la quiete pubblica. Non esistono eccezioni che possano in alcun modo giustificare l'ipotesi di uccidere animali cosiderati eccessivamente rumorosi e fastidiosi: per questo la struttura sanitaria ha chiesto espressamente alla Fabbian di revocare il provvedimento che paventa il "sequestro o soppressione dell'animale che persista nel causare disturbo".

Il direttore della sezione igiene dell'Asl Eraldo Oggioni ha precisato che la materia non è certo regolabile solo a livelo locale, in quanto esistono precise "normative regionali e nazionali che annullano i regolamenti di polizia urbana". Pertanto "la diffida del sindaco non ha valore ed è inapplicabile". Secondo la legge in vigore, l'eutanasia per gli animali è prevista solo nei casi in cui esistano gravi malattie, sindromi incurabili o una pericolosità che ne richieda l'abbattimento. L'idea estrema del sindaco, dunque, non solo non è applicabile, ma rappresenta anche un reato punito con pene da tre a 18 mesi, come prescritto dal codice penale ai sensi dell'articolo "544 bis, che punisce l'uccisione di animali".

Dalle sanzioni pecuniarie all'intervento dei veterinari, le soluzioni per garantire la qiuete degli abitati sono diverse e, quelle sì, tutte lecite. E' quello che aveva fatto notare Alberto Tarroni, presidente della sezione luinese di Legambiente, spiegando che in casi del genere la legge in materia prevede "soltanto una contravvenzione. O, al massimo, in casi rarissimi, l'arresto e l'ammenda fino a 309 euro".

Italia - Excite Network Copyright ©1995 - 2017