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Sos Tata bocciato dai pediatri: "Nel reality bambini esposti a situazioni umilianti e diseducative"

  • La7

Molti genitori seguono Sos Tata per ricevere insegnamenti e cercare soluzioni ai piccoli e a volte grandi problemi con i propri figli. Il programma riesce ad ottenere sempre a conclusione della settimana risultati positivi e ha fatto diventare le tate molto famose, Tata Lucia si è prestata per una pubblicità, Tata Francesca non si fa mancare delle ospitate. Insomma Tate superstar ma non per l’Associazione Culturale Pediatri e altre associazioni che hanno bocciato la trasmissione in onda anche su La7. I pediatri hanno inviato una lettere al Garante per la protezione dell’infanzia e dell’adolescenza, Vincenzo Spadafora, di intervenire contro “l’esposizione dei minori nei reality show”, facendo riferimento in particolare “ad alcune scene mandate in onda sabato 14 settembre, su La 7, durante la trasmissione SOS Tata”.

Sos Tata, Martino Campagnoli: il primo tato maschio

La notizia viene riportata da La Stampa, la lettera si sofferma poi sulla puntata incriminata : “In questa trasmissione, un bimbo di appena 12 mesi veniva lasciato piangere solo nel suo lettino, chiuso in camera, perché si addormentasse. Il bimbo aggrappato alle sbarre del letto gridava, sudato, disperato, terrorizzato, con la telecamera puntata su di lui per vari minuti. Nel frattempo la mamma veniva intrattenuta in cucina dalla Tata rassicurante, mentre il fratellino maggiore si tappava le orecchie. Finalmente alla mamma è stato permesso di andare dal bimbo, mettergli il ciuccio e adagiarlo sotto le coperte. Il bimbo a questo punto rallentava il pianto, guardava la mamma, tenendole le braccia in cerca di conforto; ma la madre, secondo le indicazioni della tata, se ne andava via, rilasciandolo solo. Il bimbo, deluso, ripiombava in un pianto ancora più straziante. Dopo altri interminabili minuti, il bimbo sfinito non piangeva più e si addormentava”.

L’episodio non è piaciuto ai pediatri che hanno espresso molti dubbi sulla gestione della faccenda, ritenendo il programma pericoloso e fuorviante. Cosa non gradita anche la scelta di puntare una telecamera in maniera così ravvicinata ad un bambino che in questo caso vedrebbe violata la sua dignità e il suo diritto alla privacy. “Questi metodi possono minare fin dalla primissima infanzia la fiducia negli adulti e quindi in se stessi e interferire con lo stabilirsi di una sana relazione genitori-figli, oltre ad interferire (se il bambino è piccolo) con l’allattamento al seno. Riteniamo che sia pericoloso e fuorviante promuovere in tv il ricorso a questi sistemi, senza che ai genitori vengano date informazioni complete e coerenti, affinché possano compiere decisioni informate.”

L’associazione ricorda anche che nella famosa Carta di Treviso si dice che “il bambino non va intervistato o impegnato in trasmissioni televisive e radiofoniche che possano lederne la dignità o turbare il suo equilibrio psico-fisico, ne´ va coinvolto in forme di comunicazioni lesive dell’armonico sviluppo della sua personalità, e ciò a prescindere dall’eventuale consenso dei genitori”. Siete d’accordo con queste critiche o le trovate eccessive?

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