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Sparatoria in tribunale a Milano, sicurezza non garantita dentro il Palazzo di Giustizia: polemiche

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All’indomani dell’azione omicida di Claudio Giardiello dentro il Palazzo di Giustizia a Milano, sono di scena le polemiche sulle falle nel sistema di vigilanza in un’area “a rischio” dal punto di vista dell’ordine pubblico: il tutto alla vigilia dell’atteso evento internazionale dell’Expo 2015.

Chi erano l’omicida e le vittime della strage al Palazzo di Giustizia di Milano

Evidente, agli occhi di addetti ai lavori e opinione pubblica, risulta la mancanza di sicurezza dentro un tribunale dove ogni giorno migliaia di cittadini entrano in contatto con magistrati, avvocati e personale amministrativo di ogni livello per udienze, mediazioni, sentenze ed altri atti giuridici di varia importanza.

Prima di portare a compimento l’atroce vendetta a mano armata colpendo ad uno ad uno i suoi obiettivi, il killer ha infatti potuto agire indisturbato muovendosi in totale libertà tra i corridoi del palazzo senza subire alcun tipo di controllo.

Unico ostacolo facilmente eluso grazie ad un pregresso guasto al metal detector, la porta d’ingresso, non a caso scelta tra le 4 dell’edificio in quanto meno controllata dai vigilantes, alcuni dei quali peraltro sprovvisti di armi e comunque beffati dal tesserino falso esposto dal 57enne di origini campane protagonista della sparatoria a Milano.

(Il capo della Procura di Milano sulla cattura di Giardiello: “Massima efficienza”)

Raggi X, videocamere a circuito chiuso, forze dell’ordine e verifiche individuali delle guardie, in teoria, dovrebbero proteggere al 100% gli operatori impegnati quotidianamente nell’attività giudiziaria, assai delicata nel settore penale e fallimentare, ma qualcosa evidentemente da tempo non andava per il verso giusto come lo stesso Giardiello ben sapeva.

Soltanto i detenuti, accompagnati dal personale della polizia penitenziaria, vengono sottoposti ad un controllo costante nel Palazzo di Giustizia milanese, mentre i semplici imputati possono girare liberamente anche se non mancano monitor di vigilanza a copertura di gran parte della superficie dell’edificio.

“In un momento di forte tensione in Italia, i magistrati sono soli” ha affermato il presidente dell’Anm Rodolfo Maria Sabelli ai microfoni di Radio Rai commentando l’episodio di ieri costato la vita a quattro persone, per poi denunciare a chiare lettere che “il sistema di sicurezza ha rilevato gravi falle.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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