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Sparatoria Roma, Maurizio Alletto ucciso in strada dopo una lite. Aggredito il 118

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Continua la violenza per le strade di Roma. Dopo i fatti di sangue che hanno scosso la Capitale poche settimane fa, la Città Eterna è di nuovo teatro di un omicidio. La vittima è un uomo di 32 anni, Maurizio Alletto, che secondo una prima ricostruzione dei fatti sarebbe stato ucciso - giustiziato - dopo un litigio per un tamponamento.

Collatino (Roma), uomo ucciso con colpo di pistola alla testa

L'episodio è accaduto nel quartiere San Basilio, quartiere all'estrema periferia di Roma e nota zona di spaccio. All'incrocio tra via Luigi Gigliotti e via Carlo Tranfo, l'auto di Alletto e quella di Luciano Coppi, che viaggiava con il figlio Moreno, si sarebbero toccate, scatenando tra i due autisti un diverbio che dagli insulti verbali è rapidamente degenerato alla violenza fisica.

Moreno Coppi sarebbe sceso dalla vettura del padre per discutere con Alletto e quest'ultimo, per tutta risposta, gli avrebbe inferto con una coltellata al viso. Il genitore allora, che di mestiere fa la guardia giurata, sarebbe intervenuto sparando all'aggressore del figlio con la pistola d'ordinanza, uccidendolo. Voci non confermate, però, parlerebbero di una vera e propria esecuzione, con Alletto giustiziato con un colpo alla nuca.

Sul posto sono subito arrivati i carabinieri della stazione Montesacro e del nucleo investigativo di via Inselci e due ambulanze, ma la folla che intanto si era riversata in strada dopo aver udito gli spari ha dato il via a una violenta aggressione, con il personale sanitario del primo mezzo preso a calci e pugni e l'ambulanza colpita da un fitto lancio di sassi, bastoni e pezzi di vetro. Secondo un comunicato diffuso dal 118, i tre membri dell'equipaggio "sono stati medicati al pronto soccorso del Pertini e su uno sono in corso accertamenti per una possibile rottura della clavicola", mentre Moreno Coppi, anche lui trasportato al medesimo ospedale, non è in pericolo di vita.

E momenti di tensione li hanno vissuti pure i militari che hanno eseguito l'arresto di Luciano Coppi, che intanto si era rifugiato a casa sua, in via Casal di San Basilio: i familiari e gli amici di Alletto, infatti, hanno tentato di strappare l'omicida dalla custodia delle forze dell'ordine, per farsi giustizia da soli. Per ristabilire l'ordine e riuscire a trasportare Coppi in questura sono state necessarie due cariche di alleggerimento.

In serata è arrivata la solidarietà del governatore della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, al personale del 118 aggredito: "Chiederò una relazione agli organi competenti per accertare la dinamica dei fatti. In ogni caso non è accettabile che chi, nello svolgimento delle proprie mansioni e prestando soccorso, venga brutalmente e barbaramente aggredito".

L'arresto di Luciano Coppi

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