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Sperimentazione sugli animali randagi: resta il divieto assoluto in Italia

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Stavolta l'Italia ha deciso di essere più rigida dell'Unione Europea: il Ministero della Salute ha espresso una posizione di netta condanna alle sperimentazioni sugli animali randagi, ribadendo il divieto assoluto del loro utilizzo ai fini scientifici o sperimentali.

L'appello al Ministro Balduzzi contro la sperimentazione sui randagi

La conferma della normativa già in vigore è arrivata in occasione dell'attuazione della direttiva comunitaria 2010/63/UE: il provvedimento riguarda la protezione degli animali impiegati a fini scientifici e contiene una deroga al divieto per casi eccezionali. L'Italia ha scelto di non avvalersi di questa facoltà, mantenendo una linea dura sulla difesa dei diritti degli animali.

Il Ministero retto da Renato Balduzzi ha spiegato che i diritti di protezione degli animali, e di quelli randagi in particolare, non saranno ristretti, nè sarà allentata l'applicazione delle norme severe che l'Italia ha approvato in materia. Le norme di maggior tutela degli animali sono diventate un patrimonio del nostro ordinamento giuridico ormai dal 1991: una legislazione avanzata che secondo il Ministero è ormai ritenuta "irrinunciabile dai cittadini".

Le tutele in favore degli animali trovano un terreno ancora più fertile nei confronti dei randagi, già vittime del reato di abbandono e spesso esposti ad atroci maltrattamenti, come nel caso dei quattro cani avvelenati al parcheggio del megastore Ikea di Catania una settimana fa.

Dunque il nostro Paese non usufruirà della deroga prevista della direttiva europea, nel cui testo si specifica la possibilità per gli Stati membri di conservare le eventuali norme più restrittive in materia se già in vigore alla data del 9 novembre 2010. La posizione dell'Italia, spiega con una nota il Ministero della Salute, verrà formalizzata entro la fine dell'anno, quando "la comunicazione del mantenimento della normativa nazionale" sarà "formalmente inoltrata alla Commissione europea entro il termine previsto del 31 dicembre 2012".

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