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Spot svizzero finanziato dall'Unione Europea: "Africani, state a casa"

Uno spot per dire agli africani di non andare in Europa. E' andato in onda in diverse televisioni del continente nero in occasione della sfida di calcio Svizzera-Nigeria e non ha mancato di suscitare polemiche.

Nella pubblicità si vede un giovane africano in una cabina telefonica di una non meglio specificata nazione europea. Il ragazzo chiama al padre e gli dice che la sua nuova vita è bella, ha trovato un'ottima sistemazione e si è iscritto all'Università. Ma le immagini che scorrono durante la telefonata mostrano la vera situazione del ragazzo, che è ben diversa da quella raccontata al padre.

Dalla mattina alla sera per strada a chiedere l'elemosina, è così la vita europea del giovane africano. "Leaving is not always living", dice lo spot, "Andarsene non vuol dire sempre vivere". Insomma, un modo per scoraggiare l'esodo di africani in terra europea.

A realizzare lo spot è l'OIM - Organizzazione internazionale delle migrazioni. A finanziarlo sono il governo svizzero e l'Unione Europea. "Bisogna informare sui pericoli dell'immigrazione clandestina - dice Jemini Pandya, portavoce dell'OIM - scoraggiare il fenomeno e indicare le alternative legali". L'Unione Europea si tira parzialmente fuori: il portavoce di Frattini puntualizza che il finanziamento all'OIM è relativo non solo allo spot ma ad un progetto più ampio.

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