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Stamina, anche Le Iene nella bufera: “Speculano sul dolore”. Parenti rinnega i servizi?

di Simone Rausi

Se dovessimo attenzionare le prime pagine di questa fine del 2013 non troveremo giorno in cui il metodo Stamina non conquisti, nella peggiore delle ipotesi, anche un trafiletto. Si dibatte, si discute, si mettono in discussione comunità di scienziati, si parla addirittura di truffa, si mostrano i primi piani di volti straziati dal dolore e si fa tremare, sempre più forte, lo scranno del Ministro della Salute. Buona parte del merito (o della colpa, fate un po’ voi) ce l’hanno Le Iene. Il programma di Davide Parenti smuove innegabilmente le coscienze e detta le regole del parlato quotidiano come pochi in Italia. Quasi 20 servizi nell’arco di pochi mesi e una comunità di indignati che cresce esponenzialmente ad ogni frase di Giulio Golia. Adesso però, all’indomani del polverone sollevato a causa della presunta assenza di cellule staminali nella terapia Stamina, Le Iene finiscono in mezzo alla mischia e Davide Parenti prova a difendersi.

Metodo Stamina, Vannoni sotto accusa. Nessun miglioramento nei pazienti. Trattamenti pagati 50mila euro

Le Iene sarebbero accusate di non essere state imparziali. Di aver raccontato, nei tantissimi servizi, solo una faccia della medaglia Stamina. Servizi troppo schierati, parziali, dove il beneficio del dubbio di un metodo ancora troppo controverso, non veniva mai fuori. Insomma, secondo molti si sarebbe trattato di una difesa del metodo fondata sulla speculazione del dolore e accusata di alimentare false illusioni da parte degli altri malati. Parenti, dalle colonne de La Stampa, si difende così….

Siamo un varietà, certo, ma un varietà anomalo. Allora è successo che abbiamo cominciato a seguire la storia di un bambino di Trapani […]. E allora ne abbiamo seguiti altri di bambini malatissimi, che da quelle cure compassionevoli traevano un sollievo. Lo dicevano i loro genitori, lo dicevano i medici che li seguivano. Non abbiamo mai detto che la cura funziona. Abbiamo visto, rendendone testimonianza, che manda dei segnali. Sono dei condizionamenti psicologici, dei placebo, sono quello che vuole lei. Ma ci sono. Basta guardare le cartelle cliniche. Credo che adesso si sia scatenata una caccia alle streghe.

Insomma secondo Parenti l’approccio ai servizi e alla vicenda da parte di Golia e della produzione sarebbe stato di tipo “curioso”. Adesso però, la colpa di tante polemiche, secondo molti è proprio del programma tv, divenuto capro espiatorio della vicenda perché reo di aver difeso un metodo discutibile e accusato di “rinnegare” i propri servizi. E oggi che per Stamina è un giorno no, tutti contro il programma. Almeno fino alla prossima svolta, fino al prossimo racconto del bimbo che sta meglio. Allora si tornerà alla fase “santificazione”.

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