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Stamina, familiari dei pazienti contro giornalisti e magistrati: "Assassini, stop a macchina del fango"

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Interventi a muso duro contro i media nazionali e una parte della comunità scientifica nazionale, attacchi al ministero della Salute e dure repliche alle tesi tranchant sulla cura Vannoni si sono succeduti nella conferenza stampa dei familiari e dei pazienti schierati in difesa del metodo Stamina.

Comitato scientifico nazionale stoppa il metodo Stamina

Tema portante dell’iniziativa, il diritto alla speranza di centinaia di malati gravi che, dopo il fallimento delle terapie convenzionali, hanno deciso di provare una nuova strada, incontrando talvolta segnali incoraggianti nonostante la contraddittorietà delle relative cartelle cliniche. Non va proprio giù, né alle famiglie né ad alcuni medici interessati dalla sperimentazione alternativa, la rigidità del comitato di esperti nominati dal dicastero e capeggiati adesso dal presidente Mauro Ferrari su input diretto di Beatrice Lorenzin.

Metodo Stamina, pesanti accuse a Davide Vannoni

“Un gruppo di persone molto influente consiglia in un certi modo la ministra”, sostiene il vicepresidente di Stamina Foundation Marino Andolina davanti ai microfoni della stampa, non prima di aver annunciato l’intenzione di adire le vie legali nei confronti di “chiunque abbia detto che non ci sono risultati, trattandosi di “interferenza in attività salva vita.

La reazione dei rappresentanti pro-Stamina a quella che a loro avviso nient’altro sarebbe se non una macchina del fango contro il lavoro del professor Vannoni è stata pertanto pronta e decisa, al punto di promettere scintille nei prossimi giorni con querele a raffica dirette ai giornalisti “responsabili di scrivere cose false, come confermato a chiare lettere oggi dall’organizzatore dell'assemblea Felice Massaro.

Se il promotore del metodo contestato e sconfessato dal “gotha” della comunità medica italiana e dal governo, finito nell’occhio del ciclone per il presunto flop delle cure aderenti al metodo Stamina, medita apertamente di lasciare il suo Paese per continuare l’attività all’estero, i pazienti e tante persone a loro vicine sembrano aver voglia di lottare fino all’ultimo per bloccare il complotto ordito, secondo i relatori del dibattito di Roma, “dalla criminalità organizzata che fa di tutto per boicottare sia le terapie compassionevoli di Brescia che la sperimentazione votata in Parlamento.

Sul banco degli imputati, al momento, siedono in tanti tra politici, magistrati e soprattutto giornalisti, senza mezzi termini bollati pubblicamente come assassini da alcuni tra i partecipanti all’odierna conferenza stampa a Roma.

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