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Stati Uniti: aumenta il crimine nonostante la "tolleranza zero"

L'FBI ha presentato il suo annuale rapporto sul crimine negli Stati Uniti, da cui emerge che, contrariamente alle aspettative (che erano attestate su un più modesto 1,3%), i crimini violenti sono aumentati di quasi il 2% rispetto all'anno precedente, con una più alta concentrazione - come era prevedibile - nelle grandi città.

Nel 2006 sono stati più di 1,4 milioni gli episodi di omicidio, rapine, aggressioni e furti aggravati, il che si traduce in quasi un caso ogni 20 secondi. Questo è il trend di accrescimento più significativo da più di 10 anni, ed il balzo in avanti è il secondo di seguito, dato che nel 2005 c'era stato un aumento del 2,3% rispetto al 2004. Presi insieme i due anni rappresentano il primo aumento realmente significativo dal 1993. Chuck Wexler, direttore esecutivo del "Police Executive Research Forum", che si occupa di studiare i trend criminologici, ha dichiarato che il report dell'FBI mostra un "significativo allontanamento dai 10 anni precedenti, caratterizzati da numeri stabili o in diminuzione"

Naturalmente i numeri hanno alimentato le polemiche che da anni caratterizzano gli Stati Uniti e il loro sistema di giustizia: le armi facilmente accessibili a chiunque, la pena di morte che dovrebbe agire come deterrente e di fatto non funziona come tale, i tagli che l'amministrazione Bush ha fatto negli ultimi sei anni alle forze di polizia. Una cosa è certa: la politica della "tolleranza zero" non ha dato i risultati sperati.

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