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Statua della libertà senza veli: l'opera di Damien Hirst scatena le proteste

Damien Hirst non smette di stupire: l'ultima trovata dell'eccentrico artista inglese, originario di Bristol, è una statua della libertà piuttosto anticonvenzionale, non fosse altro che raffigura una donna senza vestiti e per di più incinta. La scultura in bronzo, di 20 metri per 25 tonnellate, è stata donata alla cittadina di Ilfracombe, nel Devon, e da qualche giorno si staglia sul lungomare della località di vacanza.

Ilfracombe, la statua di Damien Hirst arriva in città: guarda il video

Un'opera d'arte o semplicemente l'ennesima provocazione? Secondo Hirst la statua sarebbe "un'allegoria moderna della verità e della giustizia", tanto che il titolo evocativo scelto per questa scultura è proprio "Verity". Ma evidentemente il significato più profondo dell'opera non è stato colto da tutti, visto che la cittadina sul mare, dove peraltro Hirst possiede una casa e un ristorante, ha mostrato reazioni contrastanti. Reduce da una lunga retrospettiva al Tate Modern di Londra che gli è costata le accuse degli animalisti per le migliaia di farfalle sacrificate alla sua "arte", Damien Hirst dovrà affrontare ora le critiche per l'ultima creatura nata dal suo estro certamente fuori dal comune.

Se l'arrivo di una statua della libertà in salsa inglese ha sucitato la curiosità di alcuni, altri hanno avanzato subito delle perplessità per via dell'aspetto piuttosto discinto della raffigurazione. In effetti del tradizionale simbolo di New York in Verity resta ben poco, se non la postura della statua con il braccio alzato (qui il sinistro), a brandire una spada sopra la testa. Per il resto, le similitudini sono ben poche: su un lato della statua è addirittura scolpito il dettaglio del feto che la donna porta in grembo. Dunque anche un inno alla bellezza femminile e alla maternità, che però non ha placato le polemiche.

A dare il benestare per la collocazione della statua in un punto centrale come il porto sono stati due consiglieri cittadini di Ilfracombe, che hanno considerano la provocazione di Hurst un’ottima idea per fare pubblicità ed incrementare il turismo locale: "C'è qualche polemica sul suo design, c'è a chi piace e a chi no - ha dichiarato il consigliere Mike Edmunds - la gente la può interpretare come vuole". Insomma, un'operazione di marketing a dir poco insolita.

Sull'opera controversa è intervenuto anche il noto critico d'arte Julian Spalnding che ha accusato Hirst di un atteggiamento "mafioso" nell'imporre all'amministrazione cittadina un'offerta che non avrebbe potuto rifiutare, perchè fatta nella forma subdola del "dono dell'artista". Più concreta l'obiezione di chi auspica che la statua non diventi solo un pugno nell'occhio per chi la guarda e magari anche un obiettivo per gabbiani e piccioni.

Intanto i cittadini si sono già mobilitati con una petizione per chiedere di abbattere la statua "grottesca e assurda" o comunque sostituirla con una raffigurazione più coerente con la vocazione della cittadina di Ilfracombe, tradizionalmente nota come un luogo di vacanza per famiglie. Chi vincerà?

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