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Stefano Cucchi: conferenza stampa della famiglia. La sorella Ilaria: "Siamo sconvolti"

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All'indomani della sentenza di primo grado sulla morte di Stefano Cucchi, il ragazzo di 31 anni arrestato nel 2009 per droga e deceduto una settimana dopo all'ospedale Sandro Pertini in circostanze ancora oscure, la famiglia della vittima ha tenuto una conferenza stampa al Senato nell'aula Nassyria. Insieme alla sorella Ilaria e ad alcuni familiari di Stefano, hanno partecipato anche gli avvocati Fabio Anselmo e Alessandra Pisa, il presidente della Commissione per la tutela dei Diritti Umani, Luigi Manconi, il capogruppo del Pd al Senato Luigi Zanda.

Processo Cucchi: assolti agenti e infermieri, condannati i medici. Rabbia in aula: "Assassini"

Di fronte ai giornalisti presenti, la famiglia ha commentato la condanna per omicidio colposo della III Corte d'Assise di Roma per cinque medici su sei e l'assoluzione di poliziotti ed infermieri: il primario Aldo Fierro è stato condannato a due anni, i medici Stefania Cordi, Flaminia Bruno, Luigi De Marchis e Silvia Di Carlo a un anno e 4 mesi. Rosita Caponetti è stata condannata ad otto mesi per il reato di falso ideologico. Per tutti è stata chiesta la sospensione della pena. Assolti per insufficienza di prove i tre agenti della polizia penitenziaria Corrado Santantonio, Antonio Domenici, Nicola Minichini, mentre i tre infermieri a processo Giuseppe Flauto, Elvira Martelli e Domenico Pepe sono stati assolti con formula piena dai reati di abbandono di incapace, abuso d'ufficio, favoreggiamento, falsità ideologica, lesioni e abuso di autorità.

"E' stato un processo a Stefano" ha esordito Ilaria Cucchi. "Ieri io e i miei genitori eravamo sconvolti da una sentenza che non ci saremmo mai aspettati. E mentre eravamo in lacrime sentivo le urla di rabbia di chi ci è stato vicino. Insieme alle urla c'erano dei gesti di coloro che erano dalla parte degli assolti. Per noi è stata una mancanza di rispetto assoluto". Nel giorno dopo la sentenza di primo grado sulla morte del fratello, Ilaria Cucchi ha rivissuto alcuni momenti del processo che ha visto i medici e i poliziotti rinviati a giudizio per la morte del fratello: "Nel leggere gli articoli di oggi mi ha colpito una dichiarazione di un agente che dice che loro sono brave persone e che non fanno queste cose. Dichiarazione che mi ha fatto ricordare un'intercettazione riportata in alcuni verbali in cui un agente diceva: se lo hanno picchiato, i carabinieri non c'entrano niente. Era un tossico di merda. O un'altra in cui un agente confessava: è ammissibile che qualche volta a qualcuno sia scappato un calcio".

La sentenza sul caso Cucchi ha generato una serie di polemiche che hanno investito anche il mondo politico. Luigi Manconi, il presidente della Commissione per la tutela dei Diritti Umani, ha duramente condannato le parole del senatore Carlo Giovanardi, ricordando che l'esponente Pdl ha definito Stefano "tossicodipendente, anoressico, larva, zombie". Manconi ha parlato di una "mobilitazione sui vari piani e livelli" da portare avanti contro le "parole indecenti" pronunciate da Carlo Giovanardi, testimonianza di un "sordo odio" indegno di chi come lui si professa cattolico. Frasi inaccettabili di fronte ad una sentenza, ha concluso il senatore, che comunque "non mette in discussione un pestaggio che è avvenuto".

E proprio in merito al pestaggio, la sorella di Stefano Cucchi ha affermato che "nessuno potrà mai permettersi di negarlo" di fronte alle immagini del corpo tumefatto della vittima, così come nessuno potrà negare che quella è la causa del decesso, perchè è proprio per le percosse subìte che Stefano è stato ricoverato al Pertini, dove poi è morto senza che nemmeno la famiglia potesse vederlo: "Stefano non sarebbe arrivato in ospedale se non fosse stato massacrato. Anche i medici sono responsabili, le foto del corpo parlano innegabilemnte di un pestaggio e da quel momento fino all'abbandono, Stefano è stato trattato ome un ultimo, hanno visto mio fratello come come un tossico: loro avrebbero potuto salvarlo con poco, ma non hanno voluto, non sono persone degne di indossare un camice".

Nonostante la delusione e l'amarezza per la sentenza di ieri, Ilaria Cucchi ha assicurato che la sua famiglia non si arrenderà e continuerà a cercare l'affermazione della verità sulla morte di Stefano: "La giustizia ha tradito due volte mio fratello, ma vogliamo continuare a crederci, a illuderci: andiamo avanti". Ricordando che casi come questo si ripetono con "scandalosa frequenza", Luigi Manconi ha elogiato il comportamento della famiglia Cucchi di fronte ad una simile tragedia: "Raramente ho visto persone più leali nei confronti dello Stato di questa famiglia. Ilaria, Giovanni e Rita non hanno parlato di assassini, ma anche quando la folla sconvolta lo urlava, ribadivano la loro fiducia nella giustizia. Che venga riconosciuta e onorata, al più presto, da parte delle istituzioni".

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