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Stefano Cucchi, tutti assolti in appello. La famiglia: "Ucciso tre volte". Annunciato ricorso in Cassazione

Insufficienza di prove. E’ questa la motivazione che ha portato i giudici della Corte di Appello di Roma ad assolvere tutti gli imputati nel processo per la morte di Stefano Cucchi.

Processo Cucchi: assolti agenti e infermieri, condannati i medici. Rabbia in aula: "Assassini"

In primo grado furono condannati soltanto i medici dell’ospedale Sandro Pertini di Roma, oggi la doccia fredda per i familiari del giovane. Alla lettura della sentenza, Ilaria Cucchi, sorella di Stefano è scoppiata in lacrime. La mamma, invece ha continuato a ripetere "Una sentenza assurda. Mio figlio è morto dentro quattro mura della Stato che doveva proteggerlo(...)E’ provato che Stefano è morto nell’ambito dello Stato,ed è entrato sano e lo Stato ci deve restituire una riposta -ha dichiarato il padre al Fatto Quotidiano- Faremo di tutto per avere questa risposta. Andremo avanti per dare giustizia a nostro figlio”.

Gli imputati, il primario del reparto detenuti del 'Pertini', Aldo Fierro, i medici Stefania Corbi, Flaminia Bruno, Luigi De Marchis Preite e Silvia Di Carlo e Rosita Caponetti; gli infermieri Giuseppe Flauto, Elvira Martelli e Domenico Pepe; gli agenti della Penitenziaria Nicola Minichini, Corrado Santantonio e Antonio Domenici sono quindi stati tutti assolti per insufficienza di prove. L’avvocato della famiglia ha già annunciato ricorso in Cassazione.

La vicenda: Stefano Cucchi la notte tra il 15 e il 16 ottobre del 2009 viene fermato dai Carabinieri e trovato in possesso di 29 grammi di hashish, portato nella caserma di Tor Sapienza passa la notte nella camera di sicurezza. Alle 4 del mattino Cucchi si sente male, i Carabinieri chiamano un’ambulanza. I medici dichiareranno che rifiutava le cure e che voleva tornare a dormire. Il 16 ottobre in attesa della convalida del fermo il padre del ragazzo nota i lividi e chiede spiegazioni. La posizione ufficiale dei militari sarà che il ragazzo “è caduto mentre si trovava alla stazione dei carabinieri”. Nel frattempo il giudice convalida l’arresto e Stefano viene trasportato nel carcere Regina Coeli, viene visitato al Fatebenefratelli dove gli vengono riscontrati “tumefazioni e lividi”. Il giorno seguente dopo una serie di accertamenti, al ragazzo viene consigliato il ricovero che però sarebbe stato rifiutato dallo stesso. Torna così al Regina Coeli ma solo per pochissimo tempo, nella notte viene ricoverato d’urgenza al reparto detenuti del Sandro Pertini, lì -secondo quanto dichiarato dai medici- Cucchi rifiuta l’alimentazione. Nel frattempo i genitori cercano in tutti i modi di avere un contatto con il figlio ma manca l’autorizzazione. Lo rivedranno sei giorni dopo l’arresto, quando Stefano morirà. Cinque anni dopo ingiustizia è fatta e la morte del giovane avvenuta all’interno delle “quattro mura dello Stato” rimane senza un colpevole.

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