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Strage di Bologna: 1 miliardo di euro di risarcimento danni chiesto a Mambro e Fioravanti

Più di 1 miliardo di euro: è questa la richiesta di risarcimento danni avanzata dallo Stato nei confronti di Francesca Mambro e Giuseppe Valerio 'Giusva' Fioravanti per la strage di Bologna del 2 agosto 1980. Una cifra quantificata grazie all'accelerazione impressa dall'ex ministro dell'Interno ed ex commissario del Comune di Bologna, Anna Maria Cancellieri, che ha aperto la strada alla causa civile, la cui prima udienza è stata lo scorso 19 settembre e la seconda è già stata fissata a inizio 2014.

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Lo Stato ha dunque presentato il conto ai due neofascisti condannati in via definitiva per la strage che 33 anni fa ha ucciso 85 persone e ha provocato il ferimento di altre 200, stimando una somma che supera il miliardo di euro in considerazione di tutta una serie di fattori: il danno di immagine nazionale e internazionale causato all'Italia, il peso di un atto ritenuto il più grave dal secondo dopoguerra e a tutti gli effetti un attacco alla sicurezza dello Stato e infine le spese materiali sostenute dalle strutture pubbliche per gli effetti dello scoppio della bomba (pari a 59 milioni di euro), tenuto conto della rivalutazione degli interessi.

"Io sono molto contento che lo Stato abbia intentato la causa, ne ero stato informato: proveremo ad inserirci anche noi, magari solo alcuni di noi", ha commentato all'agenzia Dire Paolo Bolognesi, presidente dell'associazione dei parenti delle vittime e deputato Pd, riferendosi al fatto che per prendere parte al procedimento ogni singolo familiare dovrà firmare un atto e quindi non tutti forse riusciranno. Il procedimento penale non ha portato a un riconoscimento del "valore" delle persone perdute, "e parliamo di persone con una certa posizione e di tantissimi giovani", ha puntualizzato Bolognesi, che vede nella nuova causa un mezzo per fare sapere a Mambro e Fioravanti, "che hanno avuto un sacco di favori", che "lo Stato e i parenti delle vittime vogliono andare fino in fondo". "Magari non otterremo niente, visto che loro si dichiarano nullatenenti come i mafiosi, ma devono sapere che Stato e parenti vogliono che loro paghino il fio. Devono risarcire le loro nefandezze", ha concluso.

Per quanto li riguarda, invece, i due neofascisti hanno giudicato spropositato rispetto al loro patrimonio il risarcimento richiesto e lo hanno contestato. Tuttavia, se alcuni parenti dovessero davvero riuscire a inserirsi nel procedimento, il conto potrebbe lievitare ancora. La partita è aperta, insomma, e mai come oggi è evidente la determinazione delle parti civili di arrivare fino in fondo.

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