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Strage di Capaci, oggi il diciannovesimo anniversario

Cade oggi il diciannovesimo anniversario della strage di Capaci in cui venne ucciso il giudice Giovanni Falcone, con la moglie Francesca Morvillo e gli agenti di polizia Antonio Montinaro, Rocco Di Cillo e Vito Schifani. Questa mattina a Palermo sono entrate in porto le cosiddette navi della legalità, salpate ieri da Civitavecchia e da Napoli, con a bordo i circa duemila studenti pronti a prendere parte, con migliaia di loro coetanei siciliani, alle manifestazioni per ricordare il giudice Falcone.

Le due navi, messe a disposizione dalla Snav, sono state soprannominate 'Giovanni' e 'Paolo', in memoria di Falcone e di Borsellino. Sulla 'Giovanni' ha viaggiato tra gli altri il procuratore nazionale antimafia, Pietro Grasso; mentre sulla 'Paolo' don Luigi Ciotti, presidente di Libera.

Dopo 19 anni da quel 23 maggio 1992 si riapre l'inchiesta sulla strage di Capaci. Il procuratore capo di Caltanissetta, Sergio Lari, ha fatto sapere: 'Certamente le dichiarazioni di Gaspare Spatuzza e non solo quelle, aprono nuovi filoni di indagine anche sulla strage di Capaci'. Al momento dell'attentato si conoscono gli autori materiali, ma non si sa ancora chi ha fornito i 500 kg di tritolo che sono stati piazzati sotto l'autostrada tra l'aeroporto di Punta Raisi e Palermo.

Il procuratore capo di Caltanissetta ha poi fatto sapere che a breve ci saranno novità sulla strage di via D'Amelio, in cui rimase ucciso il giudice Paolo Borsellino e la sua scorta. Inchiesta riaperta sulla base delle nuove dichiarazioni del pentito Spatuzza.

Quest'anno le iniziative per ricordare il giudice Falcone si inseriscono in quelle per i 150 anni dall'Unità d'Italia e tanti sono gli studenti europei che vi prendono parte nell'ambito del progetto 'Europa per i cittadini', finanziato anche dalla Regione siciliana. Molti i giovani provenienti da Estonia, Olanda, Albania, Bulgaria, Lituania, Macedonia, Grecia, Spagna, Ungheria, Romania, Francia, Austria, Serbia, Croazia.

Giovanni Falcone è stato uno dei più grandi magistrati italiani, tra i padri della lotta alla mafia. Ad ucciderlo una carica di cinque quintali di tritolo posizionata in un tunnel scavato sotto la sede stradale nei pressi dello svincolo di Capaci-Isola delle Femmine, a Palermo, azionata per telecomando da Giovanni Brusca, il sicario incaricato da Totò Riina.

 (foto © LaPresse)

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