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Strage di minatori in Sudafrica: la polizia spara sulla folla

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Le immagini shock della polizia che spara sulla folla in Sudafrica stanno facendo il giro del mondo: la rivendicazione di un diritto si è trasformata in strage per un gruppo di minatori che da una settimana protesta per ottenere un aumento di stipendio. Sono almeno 30 i lavoratori rimasti uccisi ieri negli scontri con le forze dell'ordine nei pressi della miniera di platino di Marikana, a 100 km da Johannnesburg.

Il video shock della polizia che spara sui minatori

I minatori sono in sciopero, accampati davanti alla miniera, dallo scorso 10 agosto per chiedere che il loro salario, che si aggira mediamente intorno ai 400 euro, possa raggiungere i 1200-1500 euro. E insieme all'aumento salariale, chiedono condizioni di lavoro più umane e dignitose.

Ma la potente azienda britannica per la quale lavorano, la Lonmin, terzo produttore mondiale di platino, ha rifiutato qualunque ipotesi di aumento: la trattativa è stata subito interrotta e ai lavoratori è stato intimato di tornare in miniera, pena il licenziamento in tronco. Un ricatto in piena regola, o meglio, una palese violazione dei diritti dei lavoratori, che è sfociata poi in tragedia: nonostante le minacce dell'azienda, infatti, i lavoratori hanno continuato a protestare, fino a scontrarsi con le forze dell'ordine locali.

Per disperdere i manifestanti, dopo l'ultimatum di ieri della direzione della miniera che ordinava di riprendere i lavori, la polizia ha aperto il fuoco su un gruppo di minatori armati di machete, spranghe di ferro e bastoni, che ancora opponevano resistenza. Immagini sconvolgenti mostrano l'uccisione a sangue freddo di alcuni manifestanti, in uno scontro a fuoco il cui bilancio continua ad aggravarsi: "Sono rimasto sconvolto da questa violenza insensata- ha commentato il presidente sudafricano Zuma - in democrazia serve il dialogo".

Lo sciopero represso nel sangue è costato la vita ad almeno 30 persone, secondo il ministero della Polizia. Più alto invece il numero delle vittime secondo il segretario generale del sindacato, Frans Baleni: "Siamo addolorati per queste perdite di vite umane. Il bilancio che noi abbiamo é di 36 persone rimaste uccise". Uccise per mano di rappresentanti dello Stato che usano la forza in barba alle leggi, che pure esistono, a garanzia del diritto di sciopero.

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